La Giostra
Quando la giostra che si trova nel mio petto inizia a girare, i cavalli prendono le curve in modo strano e non si reggono più ai pali inchiodati sul principio della ruota: strappano il basamento e volano via i chiodi, e loro imbizzarriti prendono la corsa lungo le mie ossa, frenando forte sulla schiena per darmi i brividi.
Ho visto me stesso uscire da un circolo per gli anziani, e prendere per mano un altro me bambino per portarlo a casa, poi è venuta giù la sera a riempire fino all’orlo la mia giornata e a farla traboccare d’amore per la vita: se dimentichi il caldo e con una mano riesci a tenere a distanza le zanzare spadaccine della mezzanotte, allora si che inizi a divertirti, perchè capisci che tutti bruciano in questo mondo.
E’ il mondo esatto a bruciare, in questo istante, lo sento tutto intero nelle vene che si muove: e vorrei portarlo via con me a bordo di questa teiera rosa, l’ultima rimasta della flotta più grande che ho mai messo in piedi dopo che i cavalli sono andati via, ma sulla giostra sono sempre i migliori che rimangono, e va via solo chi vuole andare.
Io voglio respirare fino alla fine, e quando mi viene male voglio piangere senza frenarmi, fare giri con la testa larghi fino al limite dell’orizzonte, mettere insieme il passato e il futuro: sentire i giorni, e far vedere loro come sono bello in canottiera quando non ho alcun dubbio e tutto mi riesce felice perchè riesco ad essere felice anche con un filo di vento quando la giostra che si trova nel mio petto comincia a girare.
Così, per amore.

Di'Qualcosa.