Ieri sera compleanno di Cristina, amica e collega di Giuseppe a Veterinaria. L’occasione per rivederci e chiarire qualche motivo di "freddo" tra di noi nell’ultimo periodo (parlo di Giuseppe)..le abbiamo comprato un’enorme balena di Peluche, che ha accompagnato me e Giuseppe in auto al posto di Agostino, rimasto in casa a studiare col suo collega di sgobbate Cesare. Gli appartamenti delle studentesse fuori sede hanno connotati inconfondibili: le foto appese alle pareti che danno la misura della distanza con gli amori, le famiglie, gli affetti.. i libri sparsi ovunque, nemesi e pane di ogni giornata. La stanza da pranzo/salotto/soggiorno che costituisce il diversivo centrale alle sgobbate scolastiche. E le abitanti. Tutto. Mi è venuto in mente che Antonella, la compagna di studi e di casa di Patricia mi ha chiamato domenica, ed è caduta la linea…non l’ho ancora richiamata. Non al telefono dico…pero’ l’ho richiamata alla mente, ieri sera. E una fetta di torta sacher, come soltanto il destino sa fare con mestiere, mi ha ricordato di un’altra serata, anni fa…con altre facce..in una casa simile a quella, la casa-Futuro, dove tutto è in funzione di un domani immaginato,cercato e nello stesso tempo repulso… un inferno rallentato nel quale si finisce per perdersi e desiderare di restarci: anche l’inferno quando finisce mette tristezza.