La Fattoria. In diretta dal 1870. Ma no, non facciamola così tragica, la giornata di ieri è stata bel-lis-si-ma. Solo che è mancata la corrente elettrica per tuuuutto il tempo. Impossibile leggere (maltempo, pioggia, cielo nero) impossibile studiare (freddo boia e riscaldamenti out) impossibile lavorare (dov’e’ il mio pccccc!!! Mannaggia a me e che non mi ricompro mai il portatile spendicchiando per altre cose).
Io, Mimmo (mio padre), Imma (mia madre). E mo’, che cazzo facciamo?
Doion! Siamo partiti alle ore 10.00 alla volta dell’ Ipermercato Auchan di Mugnano (NA) (iniziamo con le cose assurde, non andavo al supermercato coi miei da quando mi mettevano seduto nel carrello) (A onor del vero ci ho provato di nuovo, ma non ci entro piu’)… abbiamo fatto provviste per la settimana, ho comprato un giocattolo per Ari che quello stronzo ha già sotterrato..ma che crede di essere in guerra quello? Conserva tutto, chissà da chi avrà preso eh eh.
Ho assistito ai litigi imbecilli che capitano sempre al supermarket, con mia madre che si imbestialiva perchè il commesso sbagliava a mettere i cartellini dei prezzi sulla verdura, e mio padre che alzava la voce perchè le seppie surgelate stavano iniziando a rivivere nel pacco…na roba!
Mia madre era un po’ annoiata. Allora ha comprato un altro cellulare, mi ha dato il suo vecchio e ora ho di nuovo 2 numeri di telefono: mio padre per tutta risposta è andato al Bancomat (che Dio benedica quella macchinetta nei centri commerciali, invenzione del demonio) (non ho capito, deve benedire una cosa del demonio? Uh…anche il demonio è figlio di Dio!!) e mi ha ricaricato 25 palanche sul cellulare. Regalino. Viva i guasti elettrici.
Abbiamo MANGIATO NELL’IPERMERCATO. Sempre piu’ assurdo, ad un certo punto sembravamo la perfetta famiglia mezza alienata ignorant-rimbambita americana. Praticamente i Simpson,anzi mio padre chiamava Marge mia madre, e lei sorrideva aggiustandosi i suoi capelli blu: ho creduto di impazzire, davvero. Poi siamo tornati a casa: La corrente elettrica sembrava tornata, giusto in tempo per una telefonata con Agostino, poi è ripartito tutto. Erano le 3 e mezzo: vado a rompere le balle a mia nonna, penso.
Ci vado.Prendo l’auto e riparto attraverso mezza città.
La nonna, poverina, intirizzita per il freddo ha aperto solo uno spiraglio della porta, come in quei film americani quando hanno le catenelle allo stipite e non vogliono aprire…ne è sortita una manina piccina piccio’….solo una manina…con un biglietto da 50 euro (aiò, giornata fortunata) …e una vocina che ripeteva "uaglio’, vatten, à NONNA, s’è fatt tard!!!" (ragazzo, scapola verso casa, non vedi che la notte sta scendendo nella valle?) e io "A NO’, I’ ancor nun so’ trasut, già s’e’ fatt tard?? so è 4 e mez!" (nonna, my darling, non ho neanche varcato la soglia di casa tua, e già mi dai il tempo scaduto? sono appena le sedici e trenta).
Niente e nessuno avrebbe potuto convincerla. Non era tardi perchè pioveva, perchè era inverno, perchè Bin Laden ecc.ecc. Era tardi perchè lo aveva DECISO LEI. Ho segnato un appuntino con la penna: "Ricordarsi che la nonna ha il potere di alterare il tempo e lo spazio" (ricordate l’episodio del calendario?) e ho arraffato il malloppo correndo via.
Traffico di sabato. Ancora, che palle. "Quello che c’e’ " di De Crescenzo ormai in loop da una settimana nel mio autoradio (oggi la mettero’ anche su RADIO.BLOG) , la so cantare meglio di lui, adesso ahahahhaahhaha.uh. mi ricompongo.
Torno a casa. La corrente manca ancora. Mi siedo al pianoforte e comincio a suonare nella luce delle candele. Molto Vampiro. Mi vengono delle idee che butto giu’, sto finendo un’altra canzone. Verso le 7 arriva Agostino che sembra la pubblicità del Lucano (maglioncino dolcevita, giacca gessatina, jeans….davvero un figaccione, peccato per lui che non sono gay).
"Uà austì, comm stai bbell!!" (ehi, Agostino, sei uno schianto). E LA LUCE FU. Agostino, colui la qual vettura ci lascia sempre per strada, ha portato di nuovo l’energia elettrica in casa.What a Lucky Day! (che ghiurnata a’ mazzo). E la giornata termina, tutti vissero felici e contenti: poi uscirono "a riveder le stelle" (ma di questo ve ne parlo domani appena Mena mi manda le fotografie della serata di ieri, passata al CLUSTER a Pozzuoli).
Besos. Sostanz!