Voto 6- ******-/
[FILM visto il 16 dicembre, voto rivisto oggi]
Della serie "neuro-deliri", questo film bissato da concetti portanti del tipo "nell’attimo della morte il cervello concepisce sogni lunghissimi ed estremamente vividi", questo "Donnie Darko" traccia una meta-storia che vede un ragazzo con problemi psichici affrontare un tema difficilissimo: il controllo dello spazio tempo, la comprensione delle leggi che lo governano.
Tutta la psiche di questo personaggio viene metaforizzata, proiettata all’esterno, dilatata: le sue paure giovanili assumono le sembianze di un coniglio spaventoso, che detta i tempi e i modi di un ipotetico "riscatto" del ragazzo, eterno enfant prodige che non ha espresso le sue potenzialità.
L’amore, la vita, il rapporto con la famiglia, tutto sembra vivere una fase confusa, scandita da un conto alla rovescia che nella psiche del personaggio creerà "l’aprirsi del cielo, la fine del mondo". Inconsapevole del fatto che la fine arriva per un paradosso proprio quando era stata ipotizzata, Donnie cerca in tutti i modi di impedirla trovandosi invischiato in una tragedia involontaria: e come in ogni tragedia, l’articolo 1 prevede che il personaggio non possa sottrarsi al proprio destino.
Il mondo finisce puntualmente, giorno, ora, minuti e secondi (12)…tutto come previsto. E il mondo è lui.
Non posso dirvi altro perchè non sono un rovina-trame, guardandolo vi accorgerete che vi ho detto comunque tanto: lasciatevi infarinare da questo film che vi farà passare un’oretta e schiatta di lobotomia, a patto di non cercare chissà cosa. NOTE: Il mio 6 meno è una correzione del precedente 5 e mezzo, messo al film prima di una chiacchierata col mio amico Pasquale che mi ha fatto rivedere il giudizio, con la promessa di riguardarlo…il voto resta forse un po’ largo di manica, ma giusto perchè la povertà espressiva del protagonista non è giunta ad irritarmi, le ambientazioni non mi hanno fatto addormentare e le musiche (queste sconosciute) almeno si sono ravvivate verso la fine con un inaspettato "Notorius" dei Duran-Duran. Patetico cammeo di Patrick Swaize, che tristezza.
Buona Visione: uh, ve ne auguro almeno una normale.