Conti chiusi.

Aaaah… (Sospirone). Metto nero su bianco, confesso e sottoscrivo: anzi, sovrascrivo quanto segue.

“Caro 2004,

sei partito a rotta di collo senza direzione, sei finito nello stesso modo e diversamente. Io non so dove sto andando, ma so dove voglio andare. Oggi ho chiuso proprio i conti con il 2004, e non vedo l’ora che passino questi due giorni che il calendario ha voluto davvero così poco importanti per me, almeno quest’anno..non è tempo di bilanci e quando mancherà una manciata di attimi alle bottiglie stappate, ai balletti brasiliani pezzottati..ai baci di auguri..quando mancherà una manciata di attimi forse non sentiro’ nemmeno quella strana ansia che mi ha sempre preso. Ho voglia di continuare questo rinnovamento, sono pieno zeppo di domande che non mi spaventano: Chi scende a patto con i bugiardi? Chi mostra il fianco agli sleali? Qual’e’ la fiducia che non concede scampo? Possono sembrare domande senza senso, ma per me lo hanno eccome.

Caro 2004,

io e te non abbiamo piu’ niente da dirci: le cose finiscono bene, o male, comunque in pezzi a volte piccoli e a volte grandi, ma il loro destino è segnato in partenza, il loro stesso inizio nient’altro è che l’inizio della fine. Bacio e saluto, forse non ho fatto le cose che volevi, ma ho fatto le cose che volevo io, e quelle che non ho ancora fatto posso tranquillamente rimandarle a partire da Lunedì prossimo… quindi cosa dobbiamo dirci piu’ ?

Caro 2004, arrivederci. Ci ritroviamo nei ricordi belli.”

Augh, ho detto. :-)

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