
Ti trovo ingrassato. Uh, è una sindrome strana, la crescita..vediamo un uomo sui 30 anni, 29 nel mio e nel tuo caso…e lo vediamo normale, non ci sembra niente fuori posto. Poi guardiamo una foto da ragazzo..e ci sembra così magrolino..cose così. Sto facendo palestra non per dimagrire ma per tornare indietro nel tempo, è una battaglia impari, titanica: mi piace per questo..Lo sai Attilio..ogni tanto mi sei venuto in mente in questi anni: per gioco, passatempo, curiosità inserisco nei motori di ricerca i nomi degli amici e dei conoscenti, per vedere se sulla rete lasciano delle tracce.
Non ho piu’ notizie dei Razzano, ma so che la famiglia abita ancora lì a Miano, proprio nello stesso Parco tuo e di Fabio, gli amici delle elementari, e delle medie..e dei primi due anni di Liceo lì a Capodimonte..la vita è una spiaggia investita dalle onde, lo avrai visto anche tu nei telegiornali, qualche giorno fa. Curioso.
Ho avuto tue notizie proprio oggi, dal TG3 della Campania, io che non riesco mai a beccarla, il Satellite fa le bizze e mi manda a conoscere delle vicende del Lazio o della Lombardia. Oggi ha scelto di parlarmi di te: la notizia in apertura è quella di sempre, un altro morto ammazzato dalla camorra, amico, conoscente o conosciuto da qualcuno dell’ambiente..
..un negozio di telefonia, lo conosco di vista, un paio di anni fa ci entrai per cercare una di quelle "christmas card" della wind, l’avevano finita. Lo guardo spesso, perchè quella strada è in direzione del semaforo lì al quadrivio di Secondigliano..nel traffico tentacolare che blocca tutto, perfino il respiro nel freddo.. ho tutto il tempo di guardare le insegne quando ritorno da casa di mia nonna, e ripasso anche davanti casa tua.
Chissà cosa mi avresti detto vedendomi… Forse "come stai, che stai facendo?".. ti avrei detto come dico a tutti, con lo sguardo un po’ assente nel disagio dei convenevoli.. "Attilio, si vive, niente di particolare". E invece la vita è tutto di particolare, la vita è anche partire la mattina con un giornale, da bambino, per venire a casa tua, scoprire di essere in anticipo di 1 ora sull’appuntamento…ma era la prima volta che prendevo l’autobus, ed ero elettrizzato…
..e allora aspettare fuori alla tua porta che tu ti svegliassi, per entrare da te e vedere le Olimpiadi, Lo Zambia che fa a fette l’Italia di Tacconi e di Virdis…4-0, che schiaffoni…e abbracciarsi quando Chang batteva Lendl agli Internazionali di Roma…la vita era particolare anche quando il pallone ci portava al Bosco per giocare, e ci faceva attraversare le mattine svogliate, i racconti di scuola, le prime avventure con quella compagna di classe…le avevi infilato una mano fra le gambe, in Primo Liceo…per l’emozione non ti aveva detto che non era il caso.. bleah… avevi avuto una brutta sorpresa Attilio..e me ne parlavi tranquillo e divertito..e divertito ero anche io…pensavo "che cosa strana"..
..è il tempo di chi cresce, e poi parte per chissà dove…non sapevo che lavorassi anche tu in quel negozio, forse hai cominciato dopo che ci entrai anche io..e….il telegiornale continua a parlare..Attilio….Attilio Romanò..Attilio Romano’..allora eri finito lì, eri a 4 passi da me tutte le volte che guardavo..eri finito in quel negozio…e sei finito, lì.
…e..io non…hanno ammazzato proprio te. Io faccio per alzarmi dalla sedia, vado in bagno sfiorando uno sguardo di mia madre che capisce ma non mette bene a fuoco…e mentre faccio i gradini sento che vorrei piangere, piangere in modo sordo, per la piccola gioia di averti visto….e per quanto sia stata stupida e travolta dal dolore di aver saputo che sei stato ammazzato in quel negozio, come un cane, che non c’entravi niente, e abbiamo la stessa età.
Attilio, ti avrei detto "si vive". Perdonami. Non avrebbe avuto il senso che do’ adesso a questa parola, in questo istante mentre mi scontro con tutte queste immagini, mentre mi vieni addosso nella memoria, e si stacca un pezzo della mia anima, e le lacrime sono così amare, talmente amare che non ho la forza di stringere i pugni, solo di continuare a ricordare, mentre ti accompagno con il cuore e senza salutarti. Non ti dico Addio perchè non te l’ho detto mai, nemmeno quando siamo cresciuti, nemmeno in quell’ultimo giorno di scuola…continuero’ ad averti accanto, ogni tanto quando vorrai venirmi in mente, ogni volta pensando che questo mare ci porta alla deriva, e tutto il tempo che c’e’ dobbiamo perderlo per cercare di tenere insieme i pezzi…di un senso che non sapremo mai afferrare, ma in fondo è tutto in una mattina, in un sorriso, nell’amore degli amici…in un abbraccio per una sciocchezza quando nell’aria senti già l’odore dell’estate.
Ciao.