Non è un caso che i film da Oscar viaggino a braccetto quest’anno: pensavo avessero denominatori comuni, alcuni nei traumi d’infanzia (ray, the aviator) altri nelle mutilazioni che la vita ci impone e nel modo di affrontarle (Neverland) altri ancora nel tema dell’eutanasia (Mare Dentro, visto miracolosamente ieri qualche ora prima che vincesse l’Oscar, nemmeno ho fatto in tempo a scrivere la recensione).
abitare in un corpo che ha lottato e viaggiato diventa un controsenso quando si smette di combattere.
Questo film riunisce tutti i temi in sè: è raccontato in modo ruvido, vivo, denso, "respiratorio".. la respirazione, il fiato..l’odore..sono presenti in modo costante in questo film che sembra uscire dalla pellicola e circondare lo spettatore: Los Angeles non è molto diversa dalla zona del Centro Direzionale di Napoli..un paio di grattacieli sono soltanto sullo sfondo a ricordare la distanza tra il cielo e gli uomini. Queste scene di vita potrebbero svolgersi a Los Angeles come a Napoli, come a Tokio, perchè la vita non è nelle città ma altrove, rasoterra, spesso inascoltabile, viaggia a malapena sulle stringhe delle scarpe, spesso non si ha tempo di raccontarla in un mondo nel quale "bisogna proteggersi sempre, costantemente".
La vita come la morte sono eventi che fanno parte dello stesso quadro, i successi, le miserie…tutto puo’ essere visto, o sentito sulla pelle, tutto si acquista o si perde in ogni istante e lascia dietro di sè i pezzi di quello che rimane, e confusamente i pezzi si rimettono in piedi cercando un senso nascosto, o assente..e se questo senso è assente, o in qualche modo già compiuto, la vita perde di segno, abitare in un corpo che ha lottato e viaggiato diventa un controsenso quando si smette di combattere.
Perchè il principio è amare, sbagliare, partecipare vuol dire davvero vincere e i legami non sono scritti sulla carta, ma tracciati come linee nelle braccia, formano la rete delle vene, sono "il nostro tesoro", "il nostro sangue". Allora succede che in un momento chi ha lottato tutta la vita per non morire adesso combatte per non vivere, per lasciare un posto scomodo, svuotare il cuore dal dolore e fermarsi, in pace, a respirare l’odore delle cose eterne "in qualche posto tra il nulla e l’addio"…
Questo è un film meraviglioso, ho pronosticato L’Oscar a Jamie Foxx ma l’avrei dato anche a Eastwood in fondo. Lo ha vinto lo stesso, come regista: E "million dollar baby" come miglior film…e i due attori che recitano con Clint hanno vinto un Oscar a testa. Non è stato un caso…questo film è il cinema.