Prendi parte a questa cosa.
Nel giardino di casa mia, dietro al cespuglio di more e gelsi, sai quello che affaccia sulla strada e sul campanile? Si, insomma, dietro al cespuglio di more e di gelsi ho un albero di stelle.
Non ci credi? E’ più o meno come quello di albicocche, solo un poco più bassino…i rami sono piccoli e fitti, le foglie strette e di un colore verde scuro, simile a certe specie di ulivo..non fiorisce in Primavera, e non muore d’Inverno: vive soltanto di due stagioni, la notte e il giorno.
Di giorno sui rami, come ciliegine, si vedono un mucchio di fiori di pianeti acerbi, piccoli mondi chiusi in sè stessi, dall’esterno sembrano vuoti e col guscio duro da rompere.. sopportano tutto, la luce dell’alba, il calore del sole, lo squasso di venti e pioggie… attaccati ai rami che è davvero dura tirarli via di forza, e poi è anche un po’ peccato, tanto che fa tristezza vederne qualcuno caduto a terra.
Nel primo pomeriggio se mi verrai a trovare ti mostro i primi germogli..qualcosa inizia a cambiare, i piccoli pianeti si crepano sulla superficie come se fossero attraversati da terremoti, avviene una reazione che non mi so spiegare. Dapertutto iniziano a venire fuori, guarda bene, minuscoli vulcani che fanno il musetto duro: eh si, il pomeriggio è la parte più bella della stagione, io trovo sempre poco tempo ma uno di questi giorni vedrai, mi siedo lì a fissare l’albero e mi godo tutto lo spettacolo.
Dal fiore al frutto passa lo scherzo di due ore, più o meno dalle 7 della sera in poi i germogli iniziano a schiudersi..nel frastuono inascoltabile di cataclismi microscopici…solo i miei due cani possono avvertirne il suono, ma di solito a quell’ora sonnecchiano: e poi non sono interessati al fenomeno.
Alle 9 della sera inizia un’altra stagione: i frutti maturano, pian piano perdono la crosta e si fanno più luminosi..sprizzano dapprima un bagliore incerto, come di lampadina gialla. Via via la notte scende e tutto l’albero diventa un’istrice di luci.. e vengono fuori le Stelle! Ce ne sono centinaia, forse qualcuna in più… ogni grandezza, ogni magnitudo, ogni costellazione..e ce n’è su tutti i rami… si agitano lentamente come riflesso di faro nell’acqua di porto..e lì sto anche io, le spalle al coperto del cespuglio di more e gelsi, è proprio una posizione magnifica per guardarlo: da così vicino sembra molto più grande, davvero grande e non si riesce a contarli tutti quei frutti.
Che strana passione ho per quest’albero.
In fondo è come tutte le altre piante di qualsiasi altro giardino…io stesso, i piedi ben piantati sul prato, le mani incrociate dietro la nuca, io stesso sono un albero con due gambe a fare il tronco, e due braccia di rami…ho i miei frutti, e le mie stagioni….
…tanto tu non ci crederai mai, ma ogni volta che lo guardo e ci penso, anch’io ho l’impressione di essere osservato, e di fiorire a mia volta, ogni giorno…tutte quelle stelle sanno diventare occhi minuscoli e curiosi che mi guardano germogliare, proprio come faccio io con loro.
Il campanile batte 11 volte di campana: faccio un respiro profondo che sembra infinito, annuso il vento senza polvere… le stelle fanno passo, si richiudono lentamente, e io torno a casa: chiudo la porta, socchiudo la finestra, e per un pò penso ad altre cose.