E’ qualche giorno che vedo sdraiato per la casa un libriccino ripugnante. Faccio spallucce, mi volto altrove..oppure ci giro attorno, lo annuso senza toccarlo col naso: poi faccio per alzare la gambetta e fargli su un po’ di pipì, quando mi arresto.
E penso.
Mia madre ha comprato e sta leggendo il "Mein Kampf" di Adolf Hitler: che sta succedendo a questo Pianeta? ehrr.. poi si arresta anche la domanda, resta il senso di deferenza. Poh. Avrà dei buoni motivi. Dopo un paio di giorni passati a guardarci strano, ogni tanto scambiarci smorfie e allusioni silenziose a questa poltiglia che campeggia sul tavolo della cucina, la prendo di petto e ne parliamo. "Mà, ma che è accattat?" (trad. Mamma, che libello è mai questo?).
Per Mamma sarebbe buona cosa far leggere il Mein Kampf a scuola..trovo che sia un’idea GENIALE: il ritorno della didattica decostruttiva. Costei (mia madre) sostiene che Hitler ha scorreggiato una tale mole di minchiate in questo libro..che studiarlo in classe, "destrutturarlo" analizzandone il contesto storico e mostrando i concetti per quello che sono (cioè, appunto, lordure) i ragazzi lo spernacchieranno da soli a più non posso.
"Ci sono gli ignorantelli che fanno il saluto romano nei licei, e magari nemmeno lo hanno letto, pensano che ci sia dentro chissà quale mito…invece se lo leggi te la ridi, ci sono delle scempiaggini assurde! E’ Zelig!!"
Insomma, una sorta di "lapidazione letteraria", un esempio di cosa non mettere al mondo..penso ancora, ho un fremito quando mi passano per la mente le scene di Piazzale Loreto, e di Mussolini. Non cedo al facile accostamento: non è la stessa cosa, qui non si tratta di oltraggiare la vita e le idee (per quanto deliranti) di un morto..
..è che per demolire una costruzione, volente o nolente..è necessario conoscerla bene…orrori ideologici del genere non si cancellano con un colpo di maglio, col revisionismo o peggio con una passata di spugna…Vanno smontate da professionisti, pezzo per pezzo, in modo sincero: questo è un mattone, e va via così. Questo è ferro e va via così.
Brava mamma, bell’à te.