Eppure, eppure.

C’è gente che nella vita punta tutto sull’ostentazione della complessità. fiera di avere molte sfaccettature, molti modi d’essere…fiera di cambiare spesso umore, e idee, e idealtipi.

Dalla mia adolescenza a venir giù ho fatto una scelta precisa che mi ha dato onori ed oneri, ha baciato molte svolte, a volte ha mortificato delle decisioni…un giorno mi sono detto semplicemente "voglio avere una sola faccia, andare limpido davanti a chi mi conosce: per quanto è possibile, voglio mostrare la mia essenza aiutando gli altri a capirmi, senza farmi rincorrere"…

Eppure, eppure.

Ho bisogno anche di altro, a volte disoriento gli altri perchè li abituo all’ "unità" e poi, quando avverto la necessità di cambiare, divento ai loro occhi una persona in qualche modo "altra da sè"… invece sono "altro" e basta, "altro di tanti". A pensarci bene la mia duttilità mi ha sempre spaventato, la strana noia di indirizzarsi a tutti i costi mi affascina spesso..ecco perchè dapprincipio ho scelto la "limpidezza"..mi era necessaria per cementare la mia personalità.

Mi sbaglierò, ma mi pare che il cemento adesso abbia preso..forso sono pronto a tornare da vincitore a quello che ero tanto tempo fa…luminoso ma anche oscuro, senza la necessità continua di farsi interpretare. Non ostenterò mai la mia complessità, ma è certa una cosa: mai più la terrò alle briglie, mai più al soldo di nessuno.

Sto tornando al mio servizio, insomma…faccio un passo indietro e mi sistemo un passo avanti, dov’ero prima.

E’ poco chiaro? Bene. Sono sulla strada giusta allora :-)

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