Lui.

Onomastico di Luigi Pignataro (auguri a lui) e compleanno segreto di un caro amico, stasera il tempo è passato sui pattini a rotelle, leggero senza strappi… le pizze di Marika sono una bomba e Luigi, come al suo solito, non fa che stappare bottiglie: ho rivisto il gruppetto di persone che ho incrociato durante questo inverno per molte volte, è stato strano non vedersi per tutto questo tempo.. Bon, torno a casa bel bello, è un buon periodo creativo questo: e poi volete mettere? La luna gigante di stanotte non fa che guardarmi e ammiccare, il Solstizio d’Estate, il giorno più lungo dell’anno, il cambiamento di stagione, la piscina che lentamente va riempiendosi (che bello guardarla dalla finestra, anche di notte..si sente il rumore dell’acqua che scroscia piano..i riflessi sono lievi, e il fondo è blu blu di Paul Newman)..

"Notte bella magnifica" diceva una canzone anni ’80. Non esageriamo. Però niente male :-)

La Storia [21.6.2005]

Libero dal vento
delle oscillazioni
tue le ali, tue le misure
e intatta ancora
tua la portanza.

Vivi tra i rintocchi
di un’infinita infanzia
un infinito scuotimento
ed altrettanta meraviglia;

La Storia
è solo un nido di giornate
fatto da un cuore volante
al momento di raccontare.

Una goccia di polvere.

Molto bene, è arrivato il gran giorno delle prove allergiche. Si si. Andiamo, andiamo.

Mi sveglio alle 7 e mezzo grazie ad uno stratagemma escogitato dal mio cervello, a mia insaputa: ha deciso di alterare la sua percezione dei suoni, cosicchè sono saltato come uno stambecco sul letto, ansimando sullo stile di Dustin Hoffmann ne "Il Cacciatore"…perchè avevo sentito NETTAMENTE la mia auto (Che stamattina mi serviva come il pane) allontanarsi. "Chillu bastardo di patemo, gliel’avevo pure detto! (per chi lo conosce aggiungo: SANNINO!! e tutto quello che ne consegue)".

Stavo sognando di stare su una spiaggia in inverno, e come spesso mi accade ho sentito il suono all’interno del sogno…sempre nel sogno ho spiaccicato un bel PORCAPUTTANA e via ad andare! Per la cronaca, era il cancello automatico di casa che si apriva per far passare gli operai. Cameriere: i PORCAPUTTANI passano a 2.

Ormai ero sveglio, che potevo mai fare? Sotto con lo studio, tanto sulla cedola di prenotazione è segnato l’orario 11:24. Verso le 9 vengo colto da un atroce sospetto, che a me stesso formulo così: "e se per ipotesi l’Ospedale di Aversa non fosse una clinica svizzera privata, quale valore avrebbe quell’orario stampigliato su un foglio?". Come a dire: il ritorno dello stambecco… mi sono bevuto una maglietta, infilato in testa un pantalone e messo le scarpe a mo’ di guanti…e sono corso lì.

La foto della fila ce l’ho sul cellulare, e a dirla tutta mi stufo un bel po’ di trasferirla sul pc per mostrarvela, ma sappiate che in confronto a questa, la fila per gli u2 era un gruppetto di ragazzi ai chioschetti delle bibite. Numero che lampeggia al mio arrivo: 61. Numero che ho nel palmo della mano: 179. Sto per svenire, non mangio dalle 20 di ieri e fa più caldo che all’ex-Italsider di Bagnoli. Le 3 casse di accettazione sono così composte:

In Lane number 1 - Donna sui 35 molle e flaccida, di un biondo scemo, un viso scemo, un fare scemo. Grado di lentezza: Bradipo Nano Vivo.

In Lane number 2 -  Vito Corleone, baffo volitivo, occhiali da farmacista, molto frizzante quando si alza (accade ogni 18 secondi) per far passare gente senza il numero grazie all’ingresso laterale. Conosce mezza Aversa, è proprio il re degli intrallazzi. Grado di Lentezza: ANDREOTTI.

In Lane number 3 - Un uomo, un perchè. Occhialetti in punta di naso, scrive usando UN solo dito di UNA sola mano, e sempre guardando il monitor con il naso ingrugnito, come se avesse il sole in faccia. Non capisce un cazzo di niente, grado di lentezza: Bradipo Nano Morto.

Con questo cast di campioni, la mia attesa di 2 ore non vi stupirà di certo.. almeno ho avuto qualche distrazione: una vecchia che si è lanciata in un corpo a corpo col tizio della security poichè voleva la visita senza l’impegnativa, un altro tipo assurdo che è arrivato quando erano a 110..e aveva il numero 28…e voleva passare avanti perchè "so’ gghiut a fà nu servizio, scusate!" (trad. Sono giustamente andato a fare un servizio, perchè non conservo il mio turno? Ohibò, proprio non me lo spiego, mi sembra naturale andare a sbrigare le mie faccende anzichè attendere in fila, e poi passare avanti ai poveri fessi che non vanno al mare durante l’attesa).

Ho cercato di scovolare nella munnezza per cercare un bigliettino col 12, hai visto mai il tipo vinceva la vertenza? Invece è stato scacciato in malo modo, e per sollazzare la mia restante attesa non ho trovato di meglio da fare che guardarlo sbraitare rosso come un ravanello…mentre chiamava i Carabinieri per farli accorrere in suo aiuto. Naturalmente i Caramba non lo hanno cagato nemmeno di striscio: e aggiungo giustamente.

Arrivo all’orario previsto e prendo la decisione di farmi visitare senza aver pagato il ticket (mio eroe!!). Vado lì e trovo il medico a leggere "Il Mattino"..le prove allergiche di oggi erano 2, magari si lamenta anche un poco che l’ho fatto aspettare? Bene, si comincia..che sfizio, mi disegna i quadratini sulle braccia come alle elementari? Poi prende le boccettine con tante cosine…mette una goccia di acaro quà, un’altra di olivo là…la goccia di Istamina reagisce immediatamente, provo un bruciore forte e al suo posto appare una bollicina sul braccio, il quadrato si arrossa, la macchia va crescendo di minuto in minuto. Il dottore esce e va a fare altre visite: resto in stanza con il braccio destro poggiato sul sostegno, tutto rosso e pizzica tantissimo…

..per ingannare l’attesa e il prurito comincio a mandare messaggi a tutti, finanche a Francesca che sta in Russia (la prima a rispondere, bellina..). Il fastidio non lascia, ma raddoppia subito dopo, altri quadratini sull’altro braccio, altri "zep zep" (mi punzecchia e mi tira, fa meno male del dentista pero’, se fossi sadomaso mi piacerebbe un casino)…altre reazioni.

Il responso? Allergia seria ai Dermatofagocosibrutti, che poi sono gli acari della polvere, lieve intolleranza alle olivacee e alle proteine del latte (sorpresa: pensavo solo mi facesse male alla panza il latte, ecco perchè non ne bevo al mattino..mamma perchè non mi allattasti tu? perchè??). Lati positivi? I miei cagnoli sono ok, non sono allergico a pelo di cane nè (come invece pensavo) a quello di gatto.

Lati negativi? Sono sensibile di bruttissimo, da quest’anno per la concomitanza di diversi fattori si è riacutizzato molto il problema, e ora dovro’ prendere antistaminici almeno per 6 mesi all’anno, a meno di sottopormi al vaccino, comunque non prima di settembre. Lato negativo collaterale: quasi alle 14 sono sceso per pagare il ticket. Lato positivo agrodolce collaterale: il mio numero NON ERA ANCORA ARRIVATO!!! Ho aspettato restanti minuti 10.

Totale: due mesi di compresse e pedala, Jo Riccio.. sono alla ricerca di un buon acaricida, mi sa che il Norton AntiAcar da solo non basta più. Un altra puntata della vicenda inziata qui, proseguita qui, e anche qui :-) E chissà dove ancora, ne scrivo da due mesi, ormai. Magari ora si parla anche d’altro, ok?

A bientot!

Questo dolore

Questo dolore è terra di nessuno
arsa e solitaria, battuta dal vento.

E’ un castello di parole vuote
che si rincorrono nel tempo ad annullarsi
l’una dentro l’altra.

Questo viaggio è anima nella sera
ininterrotto salvo che a momenti
è passo, è goccia greve,
caverna nella notte

e viene a prendere le tue giornate
a cancellare luce negli sguardi
mettere al mondo vuoti di memoria
e cambi d’aria…

mute risposte,
e segni senza nome.

Due anni al massimo.

Non è poi tutto così tranquillo.
Non è poi tutto così chiaro.

Piccole cose sotto pelle vanno spostandosi da un punto all’altro del corpo..”qui Base-uno, mi sentite?”.. Lancio nello spazio i miei pensieri notturni, viaggio al buio guardando la città alla finestra, mille e mille luci che si perdono a vista d’occhio, da qui a giù giù, vedo le montagne dietro Caserta..possibile?

In primo piano il campanile del prete Talebano, con la sua enorme croce azzurra che risplende, ma come si può? E’ una chiesa e sembra una farmacia..mi volto e vedo il riflesso brunito del mio viso nel vetro, debbo proprio tagliare i capelli..fa caldo, talmente caldo che scrivo alla luce naturale, accendere la lampada significa fare la sauna.

Scrivo, si, ma di cosa e perchè: è stato un altro giorno che ha tirato di tasca le sue certezze, le pezze d’appoggio, la faccia delle attese, il senso del percorso. Voglio due anni, due anni al massimo per sistemare questa fase della mia vita e aprirne una nuova…

..mi attardo come chi fa mente locale per non scordare chiavi, immagini e gas aperto, ma ho una gran voglia di venirne fuori, di guardare tutto con più calma come in questa notte che ha preso i sogni, le paure, il rammarico: ha preso tutto, l’ha chiuso in una frase.

L’ho qui davanti, scritta negli occhi mentre fisso il foglio per trascriverla, e dai miei occhi la incollo qui, la metto al mondo, la soffio fuori: aspetterò domani per ritrovarla e farmi raccontare cosa ha visto mentre dormivo.

Nei miei occhi, e poi qui dentro, questo mi succede nel cuore: “Di molto amore le mie mani ho piene”.

Poggio la penna, e gioco a prendere sonno.

2-1 = 0

Scrivo dal punto più basso della casa perchè qui fa meno caldo: stamattina l’Estate passeggia spavalda sul piazzale dei giardini e nei piani di sopra, sembra uno di quei bulletti di quartiere che vengono a controllare il territorio, e si guardano intorno lanciando un’occhiataccia di tanto in tanto.

Bon.Mentre l’Estate fa la spaccona io mi metto all’opera per le mie piccole cose: stamane ho finito un altro capitolo del libro per l’esame, entro oggi ho un manifesto da mettere a punto, e poi andrò a dare un’occhiata alla mia "signorina": dopo ripetute insistenze da parte mia, e brutti episodi di puro rincoglionimento da parte sua, i parenti (da parte loro?) hanno assunto due persone per accudirla, una di giorno, una per la notte… considerato il fatto che mia nonna ha decimato la Polonia e ridotto di un terzo il PIL di Ucraina e Bielorussia, stavolta saranno italiane. Sperem.

Soliti contatti, solite chiamate, ieri mancava una voce all’appello: ci riflettevo stanotte, è straordinario il valore che una persona può rivestire per me…un giorno, un solo giorno di sottrazione, ed eccomi qui a chiedermi dove,cosa, e perchè..come un geranio al balcone..come la volpe con il Principe.

Ci sono strane aritmetiche nella nostra vita, astruse equazioni dei sentimenti…leggi diverse da quelle conosciute, diversi segni, diversi risultati… 1+1=3 quando due persone sigillano la vita facendo un bambino… 2-1=0 quando qualcuno ti lascia di sasso all’improvviso, e da solo ti senti un pò stupido, un po’ inutile. Sacco pieno! ..Sacco vuoto.

Scrivo dal punto più basso della casa, eppure il sole mi va in testa anche quaggiù: l’Estate mi porta sempre grossi abbagli, dalla vetrata della taverna, fermo sulla salita, il Piccolo Principe del libro mi guarda e sorride con semplicità… guardo meglio, che mi è preso? E’ un pantalone steso ad asciugare.

E io?

Una volpe..seduta ad aspettare.

Una rosa di vento.

"guarda, questi sono i coralli che abbiamo preso in Australia". "Maa..la spiaggia era di sassi o di sabbia?"… "era…" .. "e in mezzo alla sabbia c’erano questi coralli? Ma sono bellissimi!..devi pensare a comprare un vaso di vetro di quelli dell’ IKEA, per metterci sabbia e coralli".

I coralli bianchi nella sabbia, stupido, pensaci un attimo. Mentre gli occhi vanno e vengono da oggi a ieri, tu lo sai, tu lo sai che i coralli bianchi proprio nella sabbia puoi trovarli..nascono dal mare, e prendono i colori più belli da un movimento infinito di onde che si danno, si danno senza risparmiare nulla…infinitamente… risplendono dei riflessi piu’ belli dell’universo, poi si staccano chissà quando, e come, e con quale senso..Non gettano via il loro colore, ma lo donano all’aria assolata dell’estate…per renderla piu’ bella e piu’ brillante: Non lo gettano via e non lo perdono, perchè il bianco li contiene tutti, i colori.

I coralli bianchi…vengono portati dalla corrente, che pure verso non conosce, e pausa. I coralli meravigliosi sono il tuo simbolo di oggi, Attilio, di quanto ti ho pensato, della mia gioia di averti visto dopo tutti questi anni, del sottile dolore che ho provato ogni volta nel vedere le tue reazioni così umane, così familiari, così straordinariamente ovvie per una persona del tuo calibro.. e tutto mi parlava di te, e parlava come te. Dei sogni, dei progetti, dell’immaginazione: di quello che volevi fin dal primo istante per te e per il tuo amore..nemmeno una virgola è cambiata, niente si è spezzato.

E’ soltanto una vita alternativa, uno di quei fili tesi dal punto piu’ lontano dell’anima al futuro che l’anima stessa sa percorrere, l’anima di una persona come poche, l’anima di una persona nella quale il mio cuore non fa fatica a trovare un conforto: soltanto una vita, come tante quelle possibili, che ti ha visto correre, correre e dare, e prendere in pieno tutte le delusioni e le gioie intense…come lo sono le delusioni e le gioie assorbite dalle persone sensibili, e innamorate del mondo, e della meraviglia di esistere, anche del dolore che ci vede al centro, perchè da quello nasce la forza interiore che ci fa rinascere.

E come tutti i tramonti tu rinascerai in alba, luce della stessa luce che illumina il sorriso di un bambino, di una mano che lo accarezza, di un pianoforte qualunque che suona…di una giornata come un’altra stampata nel cuore di chi ti porterà con se.

Il futuro guarda tutti noi da lontano, e da lontano ci piace guardarlo come una cosa che non accadrà adesso, e non accadrà presto: non è così. Il futuro è tutti gli attimi, è dietro ogni angolo, e andiamo verso di lui distratti, scomposti sulle sedie, presi in prestito dalla vita del presente che ci muove a piacimento, sembra dirci dove si va e dove non si va, sembra aver deciso già tutto.

Nella vita di ognuno c’e’ un disegno fin dall’inizio, ma non è completo, non ha forma e non sapremmo dire cosa descrive: col nostro cuore, attimo per attimo, tratteggiamo le parti mancanti e gli diamo un senso: allo stesso modo con la nostra anima lo rendiamo vivo e colorato. Eppure, completo e pieno di colore, continuiamo a non saperlo leggere, distinguere.. seguitiamo a guardarlo troppo da vicino, con occhiate miopi, e sguardi stanchi: non è disegno da guardare, ma da realizzare..e non sono nostri gli occhi che lo osserveranno…

…non sono i nostri gli occhi che lo troveranno perfetto, degno di esempio, da ammirare tra le lacrime nel sorriso rosso di un pomeriggio, rosso come il corallo che si scioglie nell’aria, si veste di un bianco da sposa e scintilla in mezzo alla sabbia di una spiaggia qualunque, dall’altra parte della sfera oppure..qui vicino: un corallo rosso vestito come una rosa fatta di vento, e nel vento ti sento soffiare mentre mi incammino di nuovo sulla strada del ritorno…

In macchina sussurri direttamente al mio orecchio, con frasi sottili che non vengono da questo mondo: nemmeno a farlo apposta…accendo l’autoradio mentre penso a come dire quello che ho dentro, e ringrazio chissà chi e cosa per avermi dato la possibilità di rivederti dopo tanto tempo…la musica che viene fuori la conosco..è il finale di una canzone di Claudio Baglioni…

..la prima frase che avverto è "ti presento…un vecchio amico mio..il ricordo di me.." ..stringo più forte il volante, sento la sera che passa attraverso il finestrino aperto..questo pure tu sei, questo perfino tu sai essere: è il tuo mondo, questo. E tu ci sei sempre.

Le mani altre [14-6-2005]

La tua musica a terra da una parte
scordata, le mani altre dagli accordi
e gli occhi a me puntati e non a me
implorano nel vuoto della stanza

il sole non somiglia più a niente
e il tempo non è il tempo che è passato

vai richiudendo la finestra
nel silenzio della messa
e non mi sembri vera.

Mi faccio l'atomica.

Basta, ci siamo rotti i maroni di vedere nazioni che litigano tra loro minacciandosi di far scoppiare una guerra, e di vedere disoccupati costretti a darsi fuoco per avere un lavoro. Con questa semplice guida chiunque potrà fabbricare una bomba atomica in casa, bastano pochi ingredienti e un pizzico d’attenzione! Fai da te: progetta e costruisci un ordigno termonucleare in dieci semplici passi.

Costo progetto
Realizzare una bomba atomica costa tra i 5000 e i 30000 euro a seconda della potenza desiderata.

Teoria Bomba Atomica
Ecco il principio di funzionamento: quando il TNT esplode comprime il plutonio in una massa critica. La massa critica produce una reazione a catena simile al gioco del domino. La reazione a catena produce quasi istantaneamente una grande
reazione termonucleare… e ci siamo: ecco 10 megatoni. Il plutonio (Pu), numero atomico 94, è un elemento metallico radioattivo formato dal decadimento del nettunio ed ha una struttura chimica simile all’uranio, al giovio e al marzio.

Costruzione Bomba passo dopo passo

1) Per prima cosa procuratevi circa 110 kg di plutonio per ordigni presso il vostro fornitore locale (vedi nota). Rapinare una centrale nucleare non è raccomandato perché la scomparsa di grandi quantità di plutonio tende ad innervosire gli ingegneri della centrale. Suggeriamo di contattare l’organizzazione terroristica del luogo.

2) Ricordiamo che il plutonio, specialmente puro e raffinato è un po’ pericoloso, lavatevi perciò accuratamente le mani con sapone e acqua calda dopo averlo maneggiato. Tenetelo fuori dalla portata dei bambini. Resti di polvere di plutonio residui della lavorazione sono un ottimo insetticida. Per la conservazione del plutonio usate preferibilmente un contenitore di piombo, ma anche un vecchio barattolo metallico farà allo scopo.

3) Costruiamo adesso un contenitore metallico per alloggiare l’ordigno. Molti oggetti comuni possono essere adattati per questo scopo come per esempio una buca da lettere, un baule o un’auto. Non usate carta alluminio.

4) Sistemate il plutonio in due semisfere cave, distanti circa 4cm. Assicurate il tutto con della colla universale.

5) Procuratevi adesso circa 20 kg di trinitrotoluene (TNT). La gelignite è migliore ma meno malleabile.

6) Avvolgete il TNT intorno alle semisfere di cui al punto 4. Il TNT appare di colore grigio e se non fosse di vostro gradimento lo potrete sempre colorare con della pittura acrilica.

7) Racchiudete la struttura del punto 6 nel contenitore costruito nel punto 3. Usate una colla potente per assicurare stabilità al tutto e prevenire detonazioni accidentali provocate dalle vibrazioni.

8) Per detonare l’ordigno procuratevi un radiocomando per aereomodelli. Con un piccolo sforzo fate in modo che il comando attivi un detonatore commerciale. Questi detonatori possono essere acquistati al supermercato al reparto
elettricità, ma vi consigliamo di non rivolgervi al commesso con domande tipo "Mi serve un radiocomando per detonare una bomba nucleare" . Raccomandiamo i "Blast-O-Mactic" perché venduti con vuoto a perdere.

9) Nascondete adesso il tutto dai bambini e dai vicini di casa. Il garage non è raccomandato a causa dell’alta umidità e della forte escursione termica. Gli ordigni nucleari rischiano di esplodere spontaneamente in queste condizioni instabili. In salotto o sotto il lavandino di cucina sarà l’ideale.

10) Adesso anche voi possedete un ordigno termonucleare. Oltre che per spettacoli pirotecnici lo potere anche usare per la difesa nazionale e in generale di tutti i vostri diritti calpestati!!!

Disclaimer
non rispondiamo di eventuali danni causati a milioni di persone. L’oggetto è sconsigliato per l’utilizzo a persone inferiori ai 3 anni di età. Aut.min.ric.

Marzullo e l'Apocalisse.

C’e’ Claudio (Antonio?) Brachino su RAI1. Ho un moto di sdegno. Ha scritto un libro e una tizia di "Un posto al Sole" che sta sempre al GOA a via Chiaia…sta leggendone una pagina in modo affettato, velocissimo e con una dizione scarsissima: corre come la lepre marzolina, ad un certo punto dice anche "materia ceLebrale".

 

 

Prima reazione: Heff..ma come legge ‘sta stronza?

Seconda reazione: Ahuff, capirai, anche il libro sarà un’emorroide…

Terza reazione: Ihff, e se Brachino avesse scritto proprio così??

Sono sequenze viste nel dormiveglia di un programma di "libri e cultura" condotto sulla rete ammiraglia dal suo vicedirettore, Gigi Marzullo: un pò come dire che facciamo condurre il programma di ginnastica da Bud Spencer. Ricordo i tempi del bel "Picwick" condotto da Alessandro Baricco che affabulava, in manica di camicie, su testi favolosi… Simone Schettino direbbe: "m’e’ scesa n’à lacrima di nustalgia".

Alè, via ad andare: ora c’e’ un merdosissimo libro dell’inestetico professore di estetica Stefano Zecchi, commentato da… Antonella Mosetti? Quella che sventola le chiappe (belle) sui manifesti di tutta Napoli, per intenderci. Si presenta in video coperta da un paio di occhialoni con la montatura pezzata in stile "mucca carolina" ed esordisce con "prurtroppo in televisione c’e’ troppo trash". Già….

Per questo, questo e quest’altro motivo, in verità vi dico: sta arrivando la fine del mondo. Per la fine della RAI potrebbe volerci anche meno, i Mondiali 2006 sono alle porte.