
Privazione estiva, o richiamo di voci grandi..ma è qualche giorno che penso al mare, in tutte le forme e declinazioni, lo faccio mio, lo prendo a testimone delle mie giornate, lo rendo letterario…
Stanotte volevo davvero dormire, lo giuro. Potete anche non credermi..però nel cesto delle cose da lasciar stese fuori dai pensieri prima di dormire..ho pensato all’oceano di notte.
Bum. Ma come si fa.
Ho ripreso il mio ONE-Color Blue a righi e ho cercato la pagina giusta per scriverci..ne ho trovato una in attesa, la ricerca è stata breve.Oh.
L’oceano di notte è una specie di cielo a testa sotto, senza stelle, senza luna, nel quale si può stare con grande gioia ma con un pò di fatica, galleggiare come volare: L’ oceano di notte è una distesa nera che si lascia indovinare solo dai paurosi, ma la domanda è sempre "quanto è grande", e la risposta è sempre "troppo".
Com’è facile paragonare la mia vita di questi tempi all’oceano di notte…luna, stelle, cielo e San Lorenzo, tutto su di me, puoi vedere tutto sulla mia pelle..senza avere confini, senza contemplare orizzonti, non mi piace e non mi spiace… mi sta navigando una nave piena di colori, che porta ballerine e bambini alle gite, una nave grande, guidata da una comandante testarda, fascinosa, dai grandi occhi celesti..
L’ oceano di notte è una distesa nera che si lascia indovinare solo dai paurosi, ma la domanda è sempre "quanto è grande", e la risposta è sempre "troppo".
..ha percorso altri mari, fratti dal sole o battuti dalle tempeste, e sa tenere la rotta: ama il viaggio e sogna di tagliare il mondo col suo scafo, e di lasciare una grande scia di schiuma, lunga e densa come quella degli aerei nel cielo…lei è fatta per il trasporto, e ha la stiva piena di baci da stampare, nell’ultimo anno ha navigato a vuoto poi è finita in mare aperto, una sfida che ha acceso ancora di più il suo temperamento battagliero: poi la notte, ripida e allarmante, la notte che tiene sospeso il vento per le vele…la notte ha messo in frigo il sole, e coperto con un panno i riflessi dell’acqua.
A questo punto tanto vale presentarsi. Ciao, mi chiamo Gianluca, ho gli occhi neri (marrone scuro) e i capelli neri-neri: so bene che l’oceano non parla ai marinai, se non con sospiri di presagio e per bocca del vento, ma visto che a quest’ora sono sveglio solo io, e quest’oceano stanotte l’ho scritto tutto a mano, gli faccio dire quello che mi pare:
"Comandante della nave, che ora dormi sottocoperta tenendo chiuse a chiave le tue gemme celesti: è l’Oceano che ti parla. La temperatura è mite, il moto ondoso in diminuzione, la visibilità è scarsa…sono le solite 3.40 del mattino, non darti pena nemmeno nei sogni: anche se quando c’e' notte non vedi bene, e tutta quest’acqua ti fa un pò paura, sappi che sono lo stesso Oceano di sempre, il nero fondo cambia alla luce. Sono sempre il tappeto rosso del tuo viaggio, la strada del tuo cammino..ti porterò dall’altra parte del nostro mondo, toccherai isole soltanto ipotizzate, porti di fumo ed altri di grandi banchine, tieni fisso il timone e continua a navigarmi, ad attraversarmi con la tua passione…sono l’Oceano che hai sempre sognato, l’Oceano che hai chiamato guardando la Stella Polare, l’Oceano della tua vita".
E la notte è solo un cembalo stonato, che arriva al mio orecchio e non mi fa rumore in tutta questa voglia di alba che c’e': in fondo per chi ha il sole nell’anima, anche la notte è bellissima perchè culla la dolcezza dei nuovi giorni che stanno dormendo leggeri, sfiorando il mattino con piccoli sogni..
…eccolo, il mattino che arriva…
..sarà meraviglioso, comandante.