Amor che nella mente.

 

Piena notte, Settembre che pare Agosto..che pare di nuovo Settembre ma più caldo. Scrivo e penso all’amore, era da un pochino che non toccavo questo argomento: tendo l’elastico della fionda sulla quale sono seduto e mi lancio…

..ho davvero mandato in frantumi il vetro della finestra. Sotto di me la piscina, ancora scoperta, al fresco dei suoi 20 gradi dell’acqua… e gli aghi del cipresso di fronte, lo attraverso, passo la collina, viro verso la Torre Biologica del Policlinico, poi un pò più su, ancora un pò…Napoli diventa un grumo di luci piccole, poi più piccole, poi spariscono. Poi il buio, sono in mezzo al cielo.

Chi cazzo me l’ha fatto fare di scrivere che mi lanciavo, faccio sempre questa fine quando parlo d’amore.

E cosa penso d’amore adesso, avvolto dal nero della notte ? Cosa ne penso, come lo penso… sotto il mio culo, laggiù ci sono cento migliaia di anime, molte dormono, altre si interrogano..qualcuna guarda la tv per prendere sonno: cento migliaia di anime, e il problema non è soltanto mio, ma anche loro. Chi non ha ferite al mondo? Chi ha la pelle liscia, pulita, chi respira crema e non aria?

Chi non ha ferite.

…certo che qui non fa nemmeno tanto caldo, che strana legge del contrappasso: volevi l’amore, adesso voli…sentivi caldo, ora senti freddo. Hai quello che hai chiesto, come ti senti? Per quante ciglia perderai, quanti desideri ancora vorrai che si avverino? La vita è quello che ti accade quando sei impegnato in altre cose, diceva John Lennon…e l’amore è quello che ti accade quando smetti di impegnarti in altre cose, e cominci a vivere.

E se l’amore non fosse importante? Se fossero importanti solo "le altre cose" ?

Quali cose, Gianlù.

Cose appariscon nello suo aspetto
che mostran de’ piacer del Paradiso,
dico nelli occhi e nel suo dolce riso,
che le vi reca Amor com’a suo loco.
Elle soverchian lo nostro intelletto
come raggio di sole un frale viso;
e perch’io non le posso mirar fiso,
mi convien contentar di dirne poco.

Tutte. Tutte le altre cose, il contatto della pelle coi vestiti, il peso alla bocca dello stomaco, i capelli che vanno per conto loro, il vento che mi ha fatto gelare queste guance.. tutte le altre cose, tutte quelle che accadono quando sei fermo, qui, in mezzo al cielo in piena notte, quelle che nonostante tutto ti fanno sentire vivo. Già.

E poi che mi mangio? Qui che faccio? E poi non parlo con nessuno? E poi, e poi… chissà quante altre cose, insomma l’amore non è importante…per chi vive in mezzo al nero, in mezzo al cielo lanciato da fionda come una pallina di carta, conosco pochi casi come questo, forse solo il Barone Di Munchausen ma era su una palla di cannone… sfido che non è importante qui…ma chi è che può vivere senz’altro? Chi può vivere nel buio della notte, e basta? Non lo vorrei….altra ciglia altra corsa….fammi tornare…

sto già rientrando, rivedo le lucine, mizzica che vento, l’Eremo dei Camaldoli, poi il vallone del Poggio, e via via sempre più giù, ancora questi cipressi bruttissimi, la corsa rallenta, quasi plano attraverso la finestra, toh, non era nemmeno rotto il vetro, solo aperto… Ari mi abbaia,m’ha visto…metto piede nella mia stanza, il caldo adesso mi sembra un riparo…gianluca, non ci provare, non lo rifare.. almeno per un pò non toccare più il tasto….parla meno d’amore, che non ci riusciva nemmeno il Maestro.

Altro che cielo…Inferno, Purgatorio, Paradiso.

Lui si che aveva una fionda come si deve.

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