Voto: 6 ½
Non ho gridato al miracolo guardando questo film, e mi dispiace di non averlo fatto perchè il Cinema italiano sta trovando un pò di smalto nuovo, e il vigore giusto che spinge a cercare la profondità di storie narrate: il 3° posto assoluto negli incassi indica un rinnovato interesse del pubblico, stimolato forse dalla estrema povertà dei palinsesti televisivi: in questo stesso film vi è una critica alla tv che appiattisce e azzera la creatività…
Naturalmente il mio giudizio (comunque positivo) non influisce certo sugli incassi del film e sul suo successo, come non toglierà nulla alla splendida interpretazione di Giovanna Mezzogiorno: ma mi riservo di esprimere un giudizio più completo quando avrò guardato anche la sua "rivale" in quest’ultimo Festival del Cinema di Venezia, la bravissima Margherita Buy nel film di Faenza, "I giorni dell’abbandono".
La cosa che mi ha colpito di più in questo film è per paradosso quella che non mi ha permesso di essere largo di manica: La regista, Cristina Comencini, è anche l’autrice del libro dal quale il film è tratto…ho iniziato a guardare con curiosità e con invidia (che bello sarebbe pubblicare un libro e poi dirigere anche il suo film, dare corpo alle proprie immaginazioni) a quale fosse la "forma finale" della storia.. e devo concludere che alla Comencini non è riuscito di asciugare troppo il libro, qualcuno deve averle detto che aveva a disposizione 2 ore..e lei deve essersi messa la mano nei capelli.
Un pò troppi elementi, poco il tempo e sottile il ritmo per elaborarli tutti..alla fine si resta con un retrogusto strano in bocca che il finale non scioglie. Da vedere senza avere enormi aspettative.
Il tutto, rigorosamente, secondo me : )