Gli occhiali.

(articolo vecchio di due giorni, ha? L’ho postato con una connessione ‘di emergenza’ a 56k perchè ho ADSL staccato. Dal 13 riaggancio con Fastweb e si torna a postare. stay tuned..intanto un terremoto porta via 30.000 persone in pakistan..n’avrei da dire..)

La Luna è figlia della Terra e di Orfeo, di questo padre di una notte sola, passato chissà quando, andato chissà dove, con un solo incontro-scontro ha traviato un intero pianeta..dalla costola di questa sfera azzurrina si stacca un sasso, emarginato, solo… che diventa un satellite, pieno di segni di cratere, pallido: figlia disconosciuta, figlia colpevole, figlia gelosa.

Non sottovalutate i dispetti che può fare una figlia rifiutata, sopratutto se sa volare ed è più in alto di voi..

"tu mi rifiuti come figlia? Io rapirò i tuoi, di figli"…e tutti i piccoli uomini spuntati dalla terra..a innamorarsi della Luna, a guardare al cielo e a tenersi sulle punte dei piedi per stare appena più in alto..maperchè, machecos’è..

Dev’essere la componente d’acqua che staziona nel nostro corpo, ed è soggetta all’attrazione magnetica misteriosa che la luna esercita sulle maree nel tentativo struggente e innamorato di strappare gli oceani alla terra, farli salire sususu nel cielo, superare la stratosfera per librarsi nello spazio. O magari di farsi soltanto abbracciare un pò.

C’e’ sempre qualcosa di noi che va in un’altra direzione: l’istinto è soltanto un ordine diverso che non conosciamo o non ricordiamo bene, il senso dell’esistenza non è un rifugio al terrore cosmico di sparire nel vuoto.. perchè c’e’ fascino anche nel corteggiamento, e la scomparsa nello spazio durante un tentativo di fuga per riabbracciare una figlia abbandonata è la sentimentale scena che tutti i registi del mondo vorrebbero girare. Poggio un secondo gli occhiali sulla scrivania, riguardo lo schermo e non vedo più bene le parole…

provo a scrivere lo stesso, è divertente, tutto appare più complicato, disordinato…poi rimetto gli occhiali..wow, ho scritto tutto bene: è così anche nella vita, non è che siamo governati dal caos.. piuttosto da infiniti ordini, per ognuno dei quali è necessario un paio di occhiali.. che peccato avere un solo naso, poterne indossare un solo paio per volta: e così mettiamo a fuoco qualcosa, e qualcos’altro si sfoca, si scioglie…

..un solo naso. mille miliardi di occhiali: tutti magari no, però nell’arco di un’esistenza possiamo inforcarne diverse centinaia, capire molte cose.. magari, in un giorno solo, possiamo provare a cambiarcene tanti, davanti ad uno specchietto come si fa sulle bancarelle, cambiare una lente, poi un’altra, poi un’altra ancora.. solo per vedere cosa si prova.

‘At last’ , come diceva Etta James… lasciarci perdere nell’affetto, nell’amore..e tenerci su il paio che ci piace di più, quello più comodo, confortante.. "gli occhiali per vicino" come diceva mio Nonno…un giorno non lontano auguro alla Terra di indossare un paio di occhiali come questi, magari vedrà la luna meno lontana: e lei, guardando la Terra ‘quattrocchi’..magari sorriderà, magari smetterà di fare danni, magari farà un grande sospiro, capirà le sue somiglianze con la madre..

..le ferite sono il segno della vita che ci passa addosso, ma la nostra faccia sotto è sempre la stessa: l’unica vera variabile?

Gli occhiali.

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