Lei è sempre lì.

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Dannazione, io mi sposto e lei è sempre lì. Viene da piangere, poi da incazzarsi.. e non si contano neanche le volte che c’e’ da essere contenti: ti guarda, ti giri e la vedi, di giorno e di notte.

E io qui che passo nelle giornate, faccio le code in auto sotto la pioggia, mi attraverso da solo con i pensieri.. vado per prendere il giornale, poi resto lì impalato: i guanti, i soldi, forse sono nella tasca di destra…o in quella di sinistra… fa un effetto strano vivere abbandonando lentamente i ricordi, le emozioni si alternano, a momenti dispiace abbandonare quelli belli, altre volte ti rende più contento lasciare da parte quelli brutti… e poi c’e’ il gioco, il senso dello scherzo.

Dev’esserci per forza.

Voglio dire, chèè…davvero si può con coscienza abbandonare un ricordo, per terra vicino ad un bidone, o magari su un mobiletto di fianco ad un divano? (come i bicchierini di carta vuoti alle feste…che sono la cosa più sola che c’e’. Senza nessun rapporto affettivo con niente)… è chiaro che è soltanto un gioco. Fingo di liberarmi, il bene e il male li ritroverò il giorno dopo: i ricordi si lasciano soltanto in prestito alla dimenticanza, e la dimenticanza ha buona memoria, migliore della nostra: alla fine ce li restituisce sempre, magari quando siamo in edicola e cerchiamo la moneta da un euro per comprare La Repubblica.

Diverso io, diversa la mia strada, e la mia presa sul terreno, e la velocità.

Forse fa effetto per chi mi conosce sentirmi parlare di lei come di un’estranea: è una delle cose che mi affascinano di più, starei ore a guardarla, mi colpisce tutto: la luce che riflette, il segno di ogni cratere, la mappa delle sue ferite..il silenzio siderale…la sua distanza così breve, eppure incolmabile.. il fatto che a stento 5 uomini tra tutti quelli che hanno calcato l’umanità, in tutti i tempi…solo 5 uomini hanno poggiato i piedi lassù (tanto che sembra incredibile).  Adesso me la guardo e mi sembra un vecchio amore di fanciullo, un vecchio amore cresciuto e cambiato lontano da me.. e mi sembro molto diverso anche io, e diversa la mia strada, e la mia presa sul terreno, e la velocità.

Oggi ho imparato a cadere dalle scale, ieri le facevo a 3 per volta. E lei ti guarda, ti giri e la vedi…di giorno e di notte.

Mi piace un casino confrontarmi con le cose più grandi di me…ho sempre da guadagnarci: però, diamine, potevo scegliermi un riferimento più vicino, un maestro più alla mano. Chissà se imparerò di più o di meno: certo è che se imparerò le stesse cose di tutti gli altri, avrò fatto il doppio della strada.

E’ un bene o un male, escludendo il prezzo delle scarpe?

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