Ho fatto un sogno e avevo gli occhi aperti, stavo seduto qui e guardavo la mia nave nella lampadina…ho fatto un sogno e non me l’immaginavo, da qualche parte sarà pure arrivato, fatto sta che in questo sogno mi sono alzato ed ho aperto il cassetto del mio comodino. Lì dentro c’e’ un dvd, il mio blocco blu, un sacco di cianfrusaglie ed un lettore mp3 che si è rotto questa estate: il sale lo ha corroso dall’interno, è da buttare e non mi decido mai.
In questo sogno ho messo le cuffiette, ho premuto con leggerezza il tasto centrale con la freccia, e il lettore che non funzionava ha ripreso a farlo..con la musica di piano nelle orecchie ho pensato di andare di fronte in bagno, e nel cassetto del mobile ho trovato tutte le paia di occhiali che pensavo di aver perso.. la montatura rossa dei miei elasta di quando avevo 11 anni…. e quelli che si fanno scuri al sole…tutti, tutti. E’ un bel sogno? E’ un bel sogno.. mi è venuto in mente di quando ci ha morso quella medusa lì ‘al largo che però si tocca’, e nei pensieri sono tornato indietro: la medusa è tornata ma non ci ha morsi, l’ho accarezzata piano come si carezza la testa di un bambino, si è attorcigliata sul braccio, mi ha salutato ed è andata via.
Ed è cambiata l’Estate, e poi il ritorno a casa e tutto il resto. Nel mio sogno sono tornato al presente e ho iniziato a scendere le scale: giù di fronte alla cucina il mio vecchio pianoforte bianco a coda intera splende al centro del salone…non c’e’ più nemmeno una cornice, nemmeno una foto sul legno chiaro. Lo guardo da vicino, non c’e’ nemmeno un foro di tarlo, è intero. Questa casa non mi sembra più la stessa… nel garage ho trovato tutti i miei topolini, dall’1 al 1500, e la mia vespa bianca, il mio atala blu e il mio piaggio nero, tutti e 3 di fianco…
il mio vecchio pianoforte bianco a coda intera splende al centro del salone…
…la Clio e la 206 parcheggiate da buone amiche francesi sembrano conversare silenziosamente. Ma allora..
…salgo la rampa del garage e di là sul giardino vedo 3 cani… Ari e Tea giocano col piccolo Marxxx, che bello adesso sei tornato anche tu: ma cosa succede…
Sono qui seduto: e nel frattempo sono quaggiù in mezzo al giardino, se presto attenzione posso sentire mentre gioco con i miei cani, poi vado ad aprire il cancelletto pedonale e faccio entrare i nonni…Nonno Raffaele che mi fa subito “uh che bella cosa”… mia nonna che entra in silenzio col sorriso che sta per scattare fuori…vuole vedere sua figlia Imma. Sono qui seduto, e nel frattempo sono anche lì in mezzo al giardino, che bacio e saluto mio cugino Giuliano, finalmente si è deciso a venire a casa.
Sento salire le scale, ora c’è anche un amico che viene a salutarmi…nel breve affanno delle scale, tra i piccoli respiri la voce mi sembra familiare.. Tutte le mie lacrime di gioia stanno salendo lungo la gola, i miei occhi si gonfiano e si fanno lucidi… ho gli occhi aperti, e il gioco è bello quando dura poco…. davanti a me ritorna la nave prigioniera nella lampadina, che mi fa viaggiare nei mari più grandi del mondo, l’amore soffia tra le sue vele, la prua taglia in due il passato ed il presente.
E in un istante mollo l’ancora, e smetto di sognare.
E’ dall’articolo sui
Oggi parlavo con l’Amore della vita che c’e’ in giro, di come ci sono persone che vivono nella sacrosanta paura di essere onesti, e in quanto onesti inadatti a sopravvivere in questo buio di verità che è diventato il nostro Mezzogiorno d’Italia.
Sento la voce di mio padre di qua dal muro…sta parlando con l’inquilina che abita in casa mia, uh..voglio dire..nella casa dove dovrei andare io e non mi decido mai a farlo..mi sa troppo di ‘singletudine’ e niente affatto di indipendenza, è il sogno ribaltato e vale come allontanarsi da quello che si cerca, non nella sua direzione. Voglio farlo quando ho margine per scegliere, non ora che ho mille cose da sistemare. Oggi magari ne sistemo una importante, però: anche chi comincia una chiavica e non ‘ben’ può arrivare a metà dell’opera, prima o poi. E magari finirla, anche.
Io non ce la faccio più. Cioè, sto troppo diventando di nuovo uno strafico chic assolutamente non trash che vive da trendsetter e si cala nel melting pot. Dice "ma che minchia stai dicendo?". Eh. Non lo so. Però mi sento felice, perchè non hai alternative al sentirti felice quando sei a casa a mezzogiorno, vai cercando qualcosa da mangiare e non trovi nulla per casa…
L’Africa passeggia lentamente sull’oceano, piano che nessuno se ne accorge: passeggia lentamente, e viene verso di noi. C’e’ chi dice che in un punto piccolo, proprio in cima all’Egitto, prima o poi la terra si romperà, ed entrerà l’Oceano..un intero continente finirà di nuovo sott’acqua, i leoni saranno di nuovo foche e la savana di nuovo barriera di corallo, nel ciclo del mondo che non si rompe e rinasce ogni volta.
Datemi una caipirinha.. nel senso pieno del termine, che viene da ‘caipira’ che generalmente significa ‘persona di animo semplice’. Poco c’entra il lime, e lo zucchero di canna, e la cachaca quanto basta. Alla fine ognuno si fa la caipirinha che vuole: Più o meno dolce, più o meno forte, più o meno ghiacciata. Libertà assoluta. Me la berrei con calma, da rigirare di tanto in tanto per sciogliere meglio lo zucchero.
Stasera un tavolo pieno di fotografie da sistemare, il viso che cambia attraverso gli anni, gli eventi, le emozioni.. l’anima che impressiona la pelle, i pori, la grana delle espressioni… e le espressioni che impressionano..
Bene, le 4 ‘giornate’ di Adriano sono terminate, posso dedicarmi con serenità alla valutazione del problema più annoso della storia della tv: Celentano che cazzo di ballo è?