
Ascolta: Vanessa Carlton – She Floats
Ho smesso di pensare alla vita come ad una metaforica giornata. Purtroppo e per fortuna.
Non c’e’ il mattino dei bambini, e lo stordimento dell’anima appena svegliata che si copre gli occhi dal sole…e le sbucciature alle ginocchia non servono a imparare un bel niente, il dolore non si impara mai e così l’amore: tutte le volte che ho avuto davanti l’immagine bruciante del mio cuore, e ho avuto lacrime, e ho stretto i denti, per me era la prima volta. A un certo punto ho smesso di ricordarmi perfino come si fa il vuoto in testa, ed è stato l’inizio del viaggio, il mondo ha avuto una voce in più. Vuoto io? Vuoto mai, male e bene a te.
Ho smesso di pensare che dopo questo mattino che ha smesso di esistere ci sia il tempo della maturità, per lo stesso motivo che ha cancellato il mattino: non c’e’ la giornata piena, non c’e’ un solo istante in cui qualcuno a questo mondo può dire "io sono arrivato", io sono una donna o un uomo o una persona ferma e sicura di
Vuoto io? Vuoto mai, male e bene a te.
oggi e di domani. Qualcuno dirà che è il segno dei tempi che mutano: io dico che non c’e’ mai stato niente di tutto ciò. Pia illusione, come la notte dell’uomo, la vecchiaia che dovrebbe essere un dolceamaro tramonto da guardare seduti su una sedia di mattoni costruiti e sbrecciati, per ripensare a se stessi.
Non è così. Voglio dire: non mi pare così.
E’ un pò che sto pensando alla vita come ad una successione infinita di pomeriggi, sempre pomeriggi: a volte fa più caldo, altre volte il cielo è grigio…sempre sempre bisogna imparare ad apprezzare le cose sgraziate e a saperle mettere insieme, perchè spesso dall’unione di cose disordinate viene fuori l’armonia più completa. Non sai mai da dove può uscire la musica, e te ne auguro di trovarne tanta in riva al Garda caro Fabio, te lo auguro per le nostre chiacchierate in macchina, per l’intesa istantanea delle nostre osservazioni, per l’ennesima amicizia stropicciata che abbiamo avuto nella nostra vita, per la presenza che non ci conforta mai, per la silenziosa abbondanza della nostra fantasia.
Te lo auguravo ieri notte mentre indossavi i guanti e il casco, e poi mettevi in moto un piccolo mozzicone di vespa grigia per tornare a casa, nella tua casa, nella tua vita lontana in qualche modo dalla mia: a confortarmi solo la certezza che nel nostro lago di vita abbiamo onde prodigiose da trasmettere, e un’energia che non conosciamo bene… i meccanismi della sua propagazione sono fumosi, e spesso dolenti, ma hanno più anima, e più fortuna….e più destino di noi.
Il sito sta diventando sempre più bello, adesso anche con le colonne sonore dei post,…le parole sempre più interessanti ….complimenti veramente!
Un saluto dalla Regina
Bello l’accostamento tra parole e colonna sonora. Ho dovuto rileggerti piu’ volte.Vanessa Carlton e questa canzone è una piacevole scopertaGrazie
Qualcuno ha fatto in modo che io capissi l’importanza del seminare….seminare col cuore. E’ dal cuore che nascono le onde prodigiose che ci mettono in comunicazione silenziosa con le persone che amiamo e che per quanto possano essere lontane, non lo sono mai veramente. La lontananza è qualcosa di materiale che abbiamo inventato noi, molto probabilmente quando Dio ha creato il cuore e lo spirito, non conosceva questa parola…! La certezza di ricordarsi per sempre è dentro il cuore di ognuno di noi. Un abbraccio