Tu stai giocando, Dio.
-Qualcuno deve farlo.
Certo, io dico che ‘tutti’ devono farlo anche se, capisco, la mia ottica di uomo deve essere diversa dalla tua…voglio dire: tu sei Dio, padre del Cielo e della Terra, io sono solo un sassolino in ginocchio su un pancone di chiesa,le mani in preghiera,e sto parlando da solo, o sognando di parlarti.
Ecco:a pensarci bene non so nemmeno se questa cosa la sto sognando o no, e certo non so se sei stato tu a rispondermi,o solo una voce nella mia testa. Facciamo conto che mi abbia risposto tu, è la soluzione più comoda oltre che il motivo per cui sono entrato qui dentro oggi, e non lo facevo da tempo sai?
Perchè io nei miei sogni non faccio morire mai nessuno:guarda tu stesso nei miei sogni, non troverai nessuno che si lamenta.
Ho cominciato a dubitare di te fin dal primo Natale..i miei genitori mi avevano detto che i regali li portava Gesù Bambino e non Babbo Natale: errore strategico grave, non trovi? Così ho smesso di credere in te e non in lui, e nel mio cuore paesi impossibili trovano spazio più solido e credibile delle tue quattro parole messe in fila, delle tue ragioni inspiegabili, fuori ragione.
Perchè quando sogno, il Dio lo faccio io. Perchè tutti i giorni non fanno altro che dirmi quanti limiti ha l’uomo…e intanto nessuno, nessuno ha mai riportato la primavera indietro,o impedito di sparare alla gente che spara proprio mentre io sto qui seduto.
Nessuno, nemmeno tu.
Oh, dimenticavo..quando tu fallisci ti nascondi dietro un mistero qualunque, tanto ne hai tanti: qualcuno muore? Era scritto…il male vince sul bene? Per carità, è colpa degli uomini.
Qui fuori stasera faceva freddo ed io sono senza scarpe da 2 giorni: i piedi non li sento più.
- Lo so.
Se lo sai, perchè non mi hai dato la forza di rubarle? Ho sempre vissuto con coraggio, mangiando poco pane e studiando fino a impazzire, solo per diventare una persona importante che non ha bisogno di scarpe per camminare, anzi ne ha da buttare. Nel mio paese ero un medico bravo che guariva la gente, che strappava carezze dalle mani di donne felici di avere vivi i figli, e quando fallivo piangevo e alzavo le braccia, e mi prendevo le mie colpe.
La guerra l’hai voluta tu.
E la gente che spara per le strade, e ti porta via una moglie e la famiglia, e i poveracci che scappano sui gusci di noce che le onde vomitano dall’altra parte del mare li hai voluti tu: perchè hai fatto il forte e il debole, perchè hai fatto il saggio e lo stupido, perchè hai fatto chi cerca l’amore e chi cerca il male.
Me l’hai fatta prendere tu la bottiglia, tu hai distrutto tutta la mia esistenza: se questo è il modo di dimostrare il tuo perdono, non mi hai trattato così bene per la poca fiducia che avevo in te. Potevo almeno morire con gli altri durante il rastrellamento.
Sempre meglio che campare così.
- …
Adesso taci, eh? Non reagisci! Io sto morendo di fame e di sonno,e forse è meglio..morire, dormire: sognare, come diceva quel tizio che ora non ricordo.
Perchè io nei miei sogni non faccio morire mai nessuno:guarda tu stesso nei miei sogni, non troverai nessuno che si lamenta: ci sono tutti, i miei figli, mia moglie…perfino il cane, stanno tutti bene. Perchè quando sogno, il Dio lo faccio io. Sono più belli i sogni che faccio io, della realtà che fai tu.
- C’è una cosa che dovresti sapere, forse cambierebbe il tuo modo di vedermi. E’ una cosa che non conosce nessuno e ho sempre taciuto a tutti, voglio dirlo soltanto a te stasera, e domani lo scorderai. Io non sono quello che pensi. Io e te ci somigliamo molto più di quanto tu creda:qualcosa sfugge anche a me.
Eeh. …
Che ci voleva a dirlo.
Però ne riparliamo. Vado a cercarmi un cartone per stanotte.
Dopotutto, o dio è dentro di noi, oppure noi stessi siamo dio.
Ora che ho capito come funziona il tutto posso anche concedermi il lusso di lasciarti un commento. Un bacio e …continua
Io l’ho sempre detto, se c’è un dio è **r*o, quantomeno “cattivo”.
@ Nuocilo: Come al solito te la potevi risparmiare, gli asterischi servono a poco e se davvero pensi di scrivere qualcosa di giusto non c’è bisogno di coprirlo! :’(
E’ un testo sofferto. Si vede che viene dal di dentro: che c’è, insomma, vero lavoro interiore. Non è costruito “a tavolino”…
Carto, ci vuole coraggio per vivere senza Dio. E temerarietà per vivere contro Dio.
E per vivere con Dio?
Carlo Gambescia
@Maxtraetto – Condivido perfettamente la tua analisi del testo
@Carlo – Confermo le tue impressioni e aggiungo: senza Dio non si può vivere, purtroppo e per fortuna… Dio è sempre con noi, è il richiamo dell’immanente, è la domanda che non trova risposta, e noi con i sogni tendiamo la mano.