I lupi non si nutrono di sogni

Anche voi dovete parlare. Perché tutti dobbiamo parlare. E’ per questo che la natura ci ha fatto creature umane. Se direte anche un solo “no” la vostra natura umana sarà salva. Se restate in silenzio avrete riempito da soli la vostra bocca di terra. Sarete solo orecchi che ascoltano. Il che è esattamente quello che si vuole da voi.
Antonio Tabucchi – L’oca al passo, Feltrinelli

Antonio Tabucchi - L'oca al passo. Notizie dal buio che stiamo attraversandoL’opera di Antonio Tabucchi rappresenta un elemento molto importante nella mia formazione, dapprima per l’enorme contributo dato alla letteratura di Fernando Pessoa in Italia, e successivamente per quei magici e deliziosi racconti che vibrano così deliziosamente sulle sue pagine. Le atmosfere impalpabili di Tabucchi sono alcuni dei momenti più intensi di letteratura che porto con me. Quest’uomo, oggi, interrompe la produzione letteraria per raccogliere le sue riflessioni sul tempo presente, sulla vita. E come non essere d’accordo con il maestro Roberto Ferrucci: quando uno scrittore del calibro di Tabucchi decide di uscirsene con un libro del genere c’è solo da fermarsi a leggere. Va ricordato che l’autore di queste notizie dal buio che stiamo attraversando, che raccoglie e organizza in un provocatorio percorso “ludico” molti interventi apparsi sulla stampa italiana ed internazionale, ha ricevuto anche il Premio Francisco Cerecedo per la libertà d’opinione. E questa libertà contraddistingue ogni pagina del libro.

Un libro che invita rabbiosamente a prendere posizione, a scuotersi dalla funebre narcosi che ci viene propinata da più parti, a leggere e ricordare la più recente Storia di questo Paese, per impedire ai nuovi lupi di farla a brandelli sostituendola con ciò che può essere acquistato, posseduto, esibito. Un appello alla discussione, all’osservazione vigile di quanto ci viene raccontato e trasformato in cronaca, e una dimostrazione di quanto ogni parola – nostra o d’altri – sia troppo spesso portatrice di significati nascosti: viziati, infettivi, e fatali.
E alla parola rischiamo di celebrare un requiem inammissibile, ogni giorno, restando in silenzio.

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