
Provo un tale senso di oppressione che se questa camicia rossa che porto stanotte avesse il collo, probabilmente m’andrebbe stretto.
Noi siamo portatori sani di sensi di colpa
e sulle mani abbiamo segni di medusa
io ho il sospetto che non se ne andranno via…
ecco un esempio di eterna compagnia…
Le stelle se la cantano da sole, al solito ritrovo lì sulla mia testa…torno in casa con i pensieri che mi tirano la borsa, a calci spalancano le porte, mi spingono le chiappe per farmi salir le scale, mi mettono seduto qui davanti e alla fine mi pestano le dita con i piedini, per farmele battere sulla tastiera.
I pensieri hanno i piedi. Interessante corollario: piedini, per la precisione. Il che li distinguerebbe dalle bugie, che hanno le gambe corte e non i piedi piccoli…uh..ma qual’e’ la differenza? E’ solo un’altra domanda messa nel paiolo a fare una minestra di punti interrogativi che non sa di niente.
Il mondo è un affare straordinario.
Puoi immaginarti senza parole, senza denti, perfino fermo in una bara, ma non ti riesce di vederti ‘dopo morto’… perchè il punto è che sei così vivo, così vivo che tutto il resto è inconcepibile..e vorresti prendere tutto per te, e vorresti dare tutto agli altri…e vorresti stare giusto nel mezzo di una catena enorme di gente che si passa i secchi d’acqua, prendere da un lato, dare dall’altro… poi ti rendi conto che gli uomini non sanno mettersi in catena, ma solo in fila…e la fila è il tempo dell’attesa, il turno che tarda ad arrivare, poi arriva e sei fuori…
..voglio stare in catena. Non voglio stare in fila a tenere la mano a qualcuno che andrà via una volta arrivato il suo turno: la vita non comincia quando arrivi ad un traguardo, quando arrivi ad un traguardo in genere finisce. Al massimo continua, diversa da com’era… in sostanza la vita è il traguardo che non si taglia mai, perchè tutti non si corre su una pista…
…ma sullo stesso filo di lana.
Il fatto che non ci passiamo le cose da un fianco all’altro, ma dal dietro in avanti, mi fa venire in mente un altro gesto -magari collettivo- un po’ “cinico e corrotto” -citando Albanese-!
Inoltre immaginare l’avvicinarsi del proprio turno, vedendo anche chi ci precede -che già lo utilizza-, ed estremizzando il tutto all’atto del morire, rende la visione un tantino macabra! Ma fortunatamente posso immergermi un po’ di più nella tua voglia di armonizzare le varie condizioni umane e anche personali, meglio se temporanee, con il filo del pensiero; che macina un po’ in un verso, un po’ in un altro l’andare della realtà… spesso un po’ inesorabilmente “troppo veloce”. Un senso di spaesamento all’interno di questo Criterio di tutte le Cose (il CC), dettato dal diretto scandirsi in tempo reale nella vita, che spesso la mano ce la lascia, magari per vedere quanto possiamo procedere da soli, senza un’onda che ci trasporta. E quando bastava un barlume di felicità a tenerci in moto, anche senza altro aiuto, un altro barlume di ignoto basta a farci decifrare l’ignoto stesso con l’ausilio di chiavi che aprono porte verso paesaggi irreali quanto fantasiosi, ma sempre verosimili. Insomma, un’asincronia nel presente o un leggero sguardo alla posizione del futuro -non propriamente al futuro in sè-, possono farci proiettare la vita in una singola dimensione: nella linea -o filo-; mentre sappiamo tutti che l’universo, come minimo, di dimensioni ne ha quattro… e di per sè la vita ne rappresenta una a parte, ma per fortuna non “dimensionale”, o almeno non monodimensionale, per definizione! C.V.D. …. Anzi C.C., appunto!
e poi in catena si sta fianco a fianco,in fila ci si volta le spalle…
questo tuo post mi ha fatto riflettere,grazie per aver innalzato la mia visione! Visto?! In catena ci si passa soprattutto la sapienza…
Un bacio