Essere e Avere.

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Sono sceso giù a giocare un pò con i cani: la piccola è una frana e non capisce niente di niente, ma ha più entusiasmo. Ari dal canto suo conosce già i miei movimenti ed è in grado di prevederli, sa benissimo quando esco fuori animato dalle migliori intenzioni, e quando invece ho solo intenzione di farlo schiodare un pochino: ragion per cui il furbastro non si smuove per poco, e col tempo si è fatto esigente.

Un giorno si alzerà dalla sua ‘conca’ Simpsoniana solo quando brandirò una palla nuova di zecca, da bucare nel giro di qualche secondo perchè il Principino con quelle gonfie non si trova a giocare. Prima le buca affondando i canini, poi tutto contento le tiene in bocca come se fossero cotolette, e comincia a farle a brandelli: il gioco termina quando si perde la memoria dell’ultimo brandello, e niente più resta.

Rientrando in casa dalla vetrata del piano di sotto, la folgorazione: Essere o Avere? Da quanti anni ho queste voci che mi fanno domande all’improvviso: forse troppi, ma mi chiariscono sempre qualche cosa. Essere o Avere, Gianluca, cosa scegli tu. Non è facile, non lo è mai. Non senza aver mai letto E.Fromm.

Pensateci anche voi. Essere o Avere?

A dire quello che ho ci metterei una vita, e non è un caso, perchè in fondo passiamo la vita ad avere, non ad essere.

Fino a ieri la risposta appariva ovvia: come tutte le risposte ovvie, ha il vizio di restare anche quando cambia il principio, e perfino quando cambia il senso stesso della domanda. Oggi comunque ho cambiato. Preferisco Avere, e daltronde è la cosa che mi capita più spesso, avere che essere.

Ho caldo, ad esempio. E a volte paura. Ho desiderio di un gelato, premura degli altri, sogni nel cassetto… ho tantissimi ricordi e me li tengo stretti, ho battute vecchie e nuove, ho la spalla che mi fa male, gli occhi neri, le unghie sempre corte. Ho la passione per le ciliegie, e quella della scrittura, ho gioia di esistere, e nostalgia del futuro, e voglia di far l’amore perchè vivaddio ho anche il mio bravo set di ormoni. Ho un’agenda nera cui tengo molto, due genitori meravigliosi, una casa al mare che mi torna in sogno. A dire quello che ho ci metterei una vita, e non è un caso, perchè in fondo passiamo la vita ad avere, non ad essere.
Posso dire tutto ciò che ho e non tutto ciò che sono, e senza ciò che ho non sarei nessuno. Ad Ari ho portato indietro un bel pezzo di pane per ringraziarlo del suggerimento..mi pare contento, scodinzola. Non posso esserne certo del tutto.

Però ha voglia di giocare: ha il pallone in bocca.

12 thoughts on “Essere e Avere.

  1. Stefano scrive:

    to be or not to be?
    that’s the problem!
    così dicono in England.. quello (non questo) è il problema…
    come se non ci riguardasse…
    essere? si ma cosa!
    avere? si ma cosa?
    in un giorno in cui non si è e non si ha ci si contenta di apparire. di scrivere il proprio nome in fondo al manifesto. di lasciare impronte sulla sabbia che il mare neanche si degna di cancellare. lo fanno prime le orme di altri che passano sulle nostre.
    non facciamo caso a quel che siamo o a quel che abbiamo. se non nel passato. per quel che sono stato.. per quel che ho avuto.
    e ci proiettiamo al futuro. per un essere di domani (diventerò…) e per un avere prossimo (vorrei, voglio)
    ed ora? spero di avere un cuore che batte, un amico da parlarci, una donna da amare, i miei cari, di che nutrirmi, un desiderio da soffiare, e qualcosa da fare domani mattina. mi basta averee poco per esserci anche io.
    qui.

  2. Angela scrive:

    Avessi dei gatti (@) tutte ste considerazioni non le faresti… :) :p

  3. gianluca scrive:

    @Angela – Non essere così netta: (&) aldilà dell’alto livello interattivo del cagnotto e dei precedenti ragionamenti sui gatti, anche guardando un acquario può venire l’ispirazione.

  4. Angela scrive:

    Tornerò dalle ferie (minaccia :o ) Son parecchi gli spunti di riflessione che mi vengono a leggerti. :) :p … (@) o non (@)

  5. Marileda scrive:

    Essero o avere rientra perfettamente nel campo semantico del mio post sulla fashion victim… me ne sono accorta solamente adesso!!!Inutile uagliò, stiamo diventando quasi telepatici:-P

  6. maxtraetto scrive:

    Il bello sta nel fatto che un’individuo E’ ciò che HA.
    Tu hai due gambe, amputatele! (in modo figurato, s’intende, ma impegna il tuo pensiero su questa operazione, a occhi chiusi, ascoltando il tuo respiro, sentiti la pelle delle gambe, il formicolio dato da una posizione scomoda o dal calore eccessivo e… ZAK!)
    Ci sei ancora?
    Se riesci a pensare, e dedichi la tua attenzione alla DOMANDA, altro non vuol dire che SEI!

  7. Sertan scrive:

    Essere …è la risposta più vera (e ovvia); ma mica è facile. Sopratutto quando oramai, così intrappolati (e anestetizzati) dal consumismo moderno, ci pare indispensabile (e su certe cose lo è) anche AVERE, per poter essere.

  8. maxtraetto scrive:

    @Sertan:se credi di essere solo ciò che hai, non sai dove SEI.
    Se credi di essere “anche” ciò che hai, ti illudi di sapere dove SEI.
    Io penso di essere molto di più di ciò che viene palesato da quello che riesco a dimostrare di avere, ho due mani, anche senza io sono.
    Ho due occhi, anche senza io sono.
    Ho vicino persone a me care e da me odiate, anche senza io sono.
    Mi modifico a seconda di quello che posseggo o non posseggo, ma io SONO sempre.
    Forse sono io un po’ tardo di comprendonio, ma tutto ciò non mi sembra affatto ovvio.

  9. gianluca scrive:

    @Sertan - Il senso del mio ‘avere’, come ha colto il buon Max, era connaturato all’essere… se mi amputo una gamba, io continuo a ESSERE.

    Se smetto di aver paura, voglia, fame, sete, desiderio, amore, ricordi…beh,lì il discorso cambia.

    Finisce come nella barzelletta del tipo che dice al dottore: “Dottore, ma se smetto di bere, di fumare, di mangiare cose buone e di fare sesso, posso campare 100 anni??”

    - Sì! Ma che cazz campate a ffà!! ;)

  10. maxtraetto scrive:

    Se smetti tutto diventi catalettico, ti spegni, e nessuno sa cosa ti succede.
    C’è chi, svegliatosi da un coma, dice di aver vissuto un’esistenza senza la possibilità di comunicare, comunque ha continuato ad essere.
    Il bello sta nel riuscire a non AVERE per un tempo determinato da te, so che per ottenere questo bisogna raggiungere uun livello meditativo, ma è certamente appagante, portandoti,un pochino alla volta, vicino a te stesso.
    Ci sto provando e, per un ateo miscredente e materialista quale ero fino a poco tempo fa, è la scoperta di nuovi livelli di attenzione, appagante quanto e forse più di una fumata ovvero di una bevuta ovvero di una notte di sesso.

  11. Stefano scrive:

    beh per la notte di sesso.. valuterei… ;)

  12. maxtraetto scrive:

    Carissimo Stefano, “appagante quanto”, poi si fa anche quello, praticamente la somma, al minimo, corrisponde a due.
    Il mondo è bello, a guardarlo bene è più bello ancora. Con la meditazione (non so nemmeno, ancora, se quella che pratico io lo è) si tende ad amplificare le potenzialità delle percezioni, per ora riesco a notare cose che prima c’erano ma non vedevo, ora conto di riuscire a guardarle, chissà, se primma nun esc’ pazz’ .
    Un abbraccio.

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