- Ciao. Come ti chiami?
- Ciao. Sono Dum, quello-che-tutto-sa. Sai perchè mi chiamo così?
- No. Ma suppongo che TU lo sappia.
- Esatto. Mi chiamo così perchè sono nato che già sapevo tutto, tutto ogni cosa proprio. Sono nato imparato.
- Ogni cosa di cosa?
- Di tutto! Anche di te.
- E che sapevi?
- Amico, posso dirtelo in confidenza oppure rischiamo qualche malumore? Ti si legge comunque in fronte che sei nato al contrario, detto tra noi eh. Non nascondi neanche un poco poco.
- “Posso dirtelo?”. Beh, grazie di aver aspettato la mia risposta. Probabilmente conoscevi già anche quella. Ora comunque me l’hai detto:Bravo. Sono nato al contrario,dici, embè? Sei mica uno di quelli che compaiono di botto e dicono quelle cose del tipo “io t’ho visto nascere?”: No, perchè ho già torturato e ucciso sfigurandole in modo maniacale tutte le vecchine, ziette e compagne-di-bridge delle ziette. Non sopporto chi mi ha visto nascere, e parla di me come se fossi stato assente. Io c’ero quel giorno.
- Beh,ma è come se tu non ci fossi stato. Vedi, sei nato al contrario: prima il piedino destro, poi il sinistro…poi hai messo fuori la mano sinistra che tastava a vuoto nell’aria (ma che ti aspettavi di saggiare? Se l’acqua era fredda?).
- E la mano destra?
- Come vedi ne sei provvisto: l’avrai tirata fuori dopo. E poi io sono quello-che-tutto-sa, non quello-che-tutto-ricorda. Questo per esempio non me lo ricordo.
- Manca anche la testa. E non dirmi che ce l’ho,perchè ultimamente nutro dubbi.
- Ah, si. Volevo arrivarci per gradi, ma ormai.. il grosso dei bambini,come sai, tira fuori la testa quando nasce: si predispone man mano, durante i 9 mesi si posiziona in direzione ‘exit’, insomma sai dove, no? Tu non hai fatto così.
La tua testa è venuta fuori per ultima. Molto male. Speciale ma male.
- Non/non capisco, puoi spiegarmi meglio.
- Ok, ora basta. Scrivi e va bene, questo non è cattivo: se non altro puoi permetterti di parlare da solo senza che gli altri pensino che sei matto, e lo sei. Se ti attrezzi benino i tuoi deliri sembrano anche ben fatti, raramente. Dico ‘Raramente che se si incontra con il Mai si salutano per strada e si chiedono dei parenti’.
Il punto è un altro. Se parli da solo sai già cosa significa nascere al contrario. Dunque perchè vuoi saperlo da me?
- Allora stronzino che sei, se dobbiamo dircela, diciamola tutta. Tu non sai un cazzo di niente e questo è appurato: Sopratutto se sto parlando da solo. Tuttavia se maturassero dei dubbi dentro di me, non credi mi farebbe piacere che qualcuno-che-tutto-sa rispondesse ad ogni mia domanda? Come non puoi tu, naturalmente.
- Fai conto di non aver detto niente. Ora ti spiego tutto: quando la tua testa è venuta fuori, l’hanno dovuta tirare per i piedi, come si tira un sedano da terra. I tuoi piedi avevano già camminato a vuoto, le tue mani s’erano agitate nell’aria per un pò: sei uscito fuori a guardare che tutto il tuo corpo aveva già fatto un giretto nel Mondo-Park. Ora è chiaro?
- No!
- Sei irritante. E’ tutta la vita che il tuo corpo ti prende per culo…quando si nasce al contrario si nasce due volte: una per vivere e una per pensare.
- Ma una cosa non comprende l’altra?
- Certo. Ci sta arrivando,il cretino. ‘Pensare’ non vuol dire mettere da parte il vivere, in chi nasce dritto. In te invece si. Le tue gambe hanno visto un film prima della tua mente, e per tutto il tempo cercano di nascondergli la trama: solo che, sapendo già come funzionano le cose, finiscono per tradirsi.
- Che casino.
- In pratica. Immagina che le tue gambe abbiano già fatto un pezzo di strada, con i fossi, gli ostacoli e tutto: e la tua testa no. Tu sei lì che passeggi, non ti aspetti nulla di particolare e zap! Fai un salto. Sono le tue gambe che conoscono la strada e sanno che lì c’e’ un ostacolo. Tu sussulti, sacramenti, macheccà, poi vedi. Si. C’era un ostacolo. Magia. L’ho schivato. E io che pensavo di avere un singhiozzo davvero molto forte. Ora è chiaro?
- Si va un pò meglio, grazie.
E in ogni caso non me lo ripetere.
Presuntuoso questo signor Dum!
Credo che la nascita comporti inevitabilmente una disgregazione dell’Io. Sia che si nasca dalle gambe, sia che si nasca dalla testa. Perchè uscire dobbiamo e, non essendo puntiformi, una qualche parte del corpo avrà il privilegio (o onere?!) di vedere per prima la luce. Anche quando si esce di testa, poi, i quattro peli (se ci sono) che la ricoprono hanno la meglio, segue il cuoio (non ancora)capelluto, la parte superiore della scatola cranica, e poi via ai vari lobi, i parietali per primi (??ci vorrebbe un corso di anatomia), il frontale, i temporali, l’occipitale. Già me lo vedo il povero ipotalamo, incacchiato nero per aver perso la gara, ma tanto chi glielo dice che è nato..
La vita comporta viverla a più livelli. Con il nostro unico corpo possiamo ricordare, proiettarci nel futuro, dormire, sognare. Ci sono parti di noi che neanche conosciamo, altre ce le siamo dimenticate. Nella stessa testa due pensieri possono correre paralleli ignorandosi a vicenda, vivendo l’uno nel mondo della veglia, l’altro nel mondo onirico. Magari un giorno si incontreranno..
Forse il signor Dum è proprio una grande coscienza unitaria, che veramente-tutto-sa, proprio perchè conosce le sue parti e non vive in una di esse, ma in tutte insieme allo stesso tempo.
P.P @Gianluca Mi piacciono un sacco questi dialoghi!! :p
@Toti - E dopo averne ricevuto uno, adesso hai realizzato tu un commento-fiume? Bravissimo amigo…
..hai proprio ragione, la vita si vive a più livelli, molti paralleli, molti secanti tra loro: a volte il piano sottile danneggia quello materiale, e occorre ristabilire la parità…
..per usare la metafora dei dialoghi tra Dum (Doom, destino) e l’Altro (si chiama proprio ‘l’altro’) ci sono momenti in cui le gambe devono schivare senza pensare, e altri in cui non si può procedere prima di una attenta riflessione.
La vera impresa è proprio quella di tenere distinti i piani
anzi, sai che ti dico con Lucio Dalla? “L’impresa eccezionale è essere normali”.
Grazie per le belle riflessioni che scrivi, ogni volta che leggo un tuo commento riscriverei l’articolo daccapo.
grazie grazie.. ma è lo spunto quello che conta!
Ora capisco anche io dove sono finite le risposte di alcuni dei miei innumerevoli “perché”.
Anche io sono nato al contrario.
io, invece, sono nata “dritta” anceh se non volevo nascere e invece di scendere salivo… magari il signor Dum potrebbe dirmi qualcosa in proposito! E io ceh ti credevo in vacanza… la prossima volta controllo meglio!
(l)