Posto finestrino.

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L’ispirazione e l’attitudine a raccontare che da sempre mi contraddistinguono hanno scelto altri itinerari turistici in questa strana Estate da combattimento. Non scrivo più.

Davvero, non mi viene. Guardo gli oggetti, le strade, le persone… e non viene fuori più il loro profumo, quell’essenza particolare che catturo quando racconto di qualcosa: il mio naso chiuso si è trasferito dal piano fisico a quello emotivo.

Mi sento come se stessi passeggiando in un immenso vagone di treno, tenendo in mano una valigia pesantissima: e cammino, cammino cercando un posto libero, e il treno finchè non trovo posto (magari accanto al finestrino, pliz) non vuol saperne di partire.

Una parte di me è convinta che ricomincerò a fare il ‘corrispondente dall’interno’ nonappena avrò perfezionando la nuova sistemazione: chissà. Ad ogni modo mi sa che ancora per un mesetto il sottoscritto andrà avanti a mezzo servizio.

Per fortuna qui gli spunti di riflessione non mancano :-)

12 thoughts on “Posto finestrino.

  1. Angela scrive:

    Ragazzo, che tenerezza che fai:) Qualsiasi sistemazione tu stia cercando, non smetti mai di far parlare la tua anima(senza enfasi e retorica) Smuack

  2. Marileda scrive:

    Come ti capisco… il mio mononeurone vaga solitario alla ricerca del dolce far niente… e mi domando.. sarà il caldo?Sarà il mare?Sarà che il nulla mi ha prosciugato le idee?I miei polpastrelli son troppo pigri per scrivere? Non lo so…ma questo sole, questa aria estiva e sonnecchiante invoglia a stravaccarsi nutrendosi di emozioni pue…senza chiedersi perchè…

  3. maxtraetto scrive:

    Non sarà a causa di quel fenomeno infetta/infesta cervelli che è il modo di esprimere i concetti di un certo Terzani.
    Ha avuto lo stesso effetto su di me, per un po’, mi sentivo sempre inadeguato, in quanto mi tornava spesso in mente la sua facilità di esprimersi, o meglio, di farsi comprendere, o meglio ancora, la facilità che avevo nel comprendere ciò che scriveva.
    Però, più mi addentravo nei suoi scritti, più entravo in contatto con me stesso, quasi che lui altro non fosse che la tramoggia che trasportava le cose da fuori a dentro di me.
    Un abbraccio grande, grande.

  4. Angela scrive:

    Mah! Stavolta sono io Max che non ho capito :) Comunque, per restare nella metafora, si potrebbe restare in piedi o, forse, lasciare in un angolo la pesantissima valigia, visto mai che il treno riparte ;)

  5. Toti scrive:

    @Gianluca – La metafora della valigia e del treno che non parte somiglia un pò a un genere di sogni che faccio spesso: ci sono io intento a sbrigare una qualsiasi azione (preparare qualcosa, svolgere un esame scritto, prepararmi per uscire, aggiustare un oggetto rotto, mettere a posto,…) e il problema è che non riesco a concluderla. Sono lì tutto concentrato, penso a quello che dovrò fare dopo, ma il dopo non arriva. Rimango intrappolato per l’intero sogno in quel gesto. Piano piano subentra la fretta, comincio a rendermi conto che dovrei sbrigarmi, vorrei vedere come prosegue il sogno, ma non c’è niente da fare! Mi sveglio stressatissimo…

  6. Toti scrive:

    @Gianluca – Appena trovo un pò di tempo, credo che ti dedicherò un post ;)

  7. Gavino scrive:

    heheheeh… La valigia… Il problema della valigia è il peso, il contenuto e la trasportabilità! Se il contenuto è importante quanto il peso, meglio con le rotelle. Piccolo contenuto, ma pesoso, meglio se a spalla. Grande contenuto ma poco peso… non è il tuo caso!! In ogni caso, sta valigia deve essere portata a destinazione, insieme a te, o è un peso inutile? E se deve essere portata, hai della fretta? in parole povere:se il treno non parte finché tu non hai trovato posto, perché stare in ansia per questo? Meglio se vai tranquillo, magari affaticato però consapevole del tempo che hai… E se ne hai a sufficienza perché questa sensazione di disagio? Estendi il tuo essere nel tempo che hai e non nel tempo che vuoi avere -ora il secondo mi semba più stringente del primo-.
    Ogni situazione psicologica è spiegata da una causa e da un cambiamento conseguente… tutte le fermate che stanno in mezzo pare siano inutili, però senza non ci si arriva! “Prego, si accomodi”

  8. maxtraetto scrive:

    @gavino: che te possino…
    @angela: tempo fa consigliai delle letture a gianluca,erano tutti titoli di terzani. Fanno lavorare tanto gli ingranaggi inceppati del cervello. Oh! Ma forse non centra niente, ci dirà lui. Un abbraccio.

  9. maxtraetto scrive:

    @gavino: che te possino…
    @angela: tempo fa consigliai delle letture a gianluca,erano tutti titoli di terzani. Fanno lavorare tanto gli ingranaggi inceppati del cervello. Oh! Ma forse non centra niente, ci dirà lui. Un abbraccio.
    Sto cercando di inviare questo commento ma esce una scritta che dice che già l’ho mandato. Boh!

  10. Gavino scrive:

    @Max! Eheh, L’hai già mandato! Questa domenica le pance scoppiano!

  11. Angela scrive:

    Gavino… ecco chi aveva scritto “L’interpretazione dei sogni” :) Hai ragione Max, ci dirà lui :)

  12. deb scrive:

    è quando alle cose ci stai dentro e le vivi da dentro e non le guardi più da fuori. è bellissimo gianluca. l’attitudine a raccontare è limitativo. vivi, respira, emozionati e cerca il tuo posticino su quel treno.
    tanto in qualche carrozza lì vicino ci sto seduta io.
    bacino.

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