
E così mi trovo alla vigilia di una partenza talmente piccola che sono già arrivato a destinazione da sette anni.
Mentre scrivo ancora non ho preparato nulla, avrò poco da portare con me: al massimo un paio di infradito e un cambio d’abito. Un solo costume. Mutande almeno il doppio di una. Non prendo propriamente il treno, l’Eurostar che coprirà due ore di tragitto è solo un trastullo per il mio corpo. Qualche canzone nelle orecchie, poi la stazione d’arrivo.
Un solo costume. Mutande almeno il doppio di una.
Non ci sono raccomandazioni, lascio tutto qui: finestre aperte, cani in buone mani, gas acceso e frigorifero perfettamente funzionante per tenere perfettamente in fresco un orribile succo di carote che attenderà paziente il mio ritorno tra 3 giorni.. gli sorriderò con dolcezza per buttarlo così com’e’ nell’improbabile busta di qualche ipermercato, che all’occorrenza farà di tutto per sembrare una vera, professionale sacchetta di munnezza.
Vado
e mi allontano tantissimo ma solo con il cuore: tutto il resto chi mi sta accanto potrà vederlo, sentirlo, toccarlo se ha fegato. Resto tutto intero mentre la mia anima si pareggerà con la spiaggia, il vento, il mare che conosco così bene e che ho gioia di rivedere passeggiando sulla terra meravigliosa della mia età dell’oro.
Insomma, vado tre giorni a mare, torno sabato sera. Dove? C’e’ questo articolo che spiega molte cose.
Faccio qualche foto, se riesco porto qualche emozione da queste parti.
E se no, no.
John Mayer – Your Body is a Wonderland
Che dolce “riconoscerti”, Jo… Non Gianluca: Jo.
Ed è un po’ festa anche per me
Vedi, non ci vuole molto a trovare qualcosa di più carino di Spring&stein :p
Mi raccomando, fa il bravo e scrivi (e)
Sono andata tante volte in vacanza a Cetraro…. passavo sempre davanti a Cirella…
Che bello Giallù! Mi piacciono i viaggi brevi..io ne sono appena tornato!