
Dio mi ha mandato un biglietto per le Hawaii.
Pulito, liscio al punto che chiunque potrebbe attrezzarsi e stamparsene un miliardo..ma nessuno lo ha fatto, tutti pensano che un biglietto per le Hawaii debba avere almeno una palma in controluce, uno specchietto di mare… che so, un cocco di sguincio.
E invece niente, guarda un pò: Un biglietto bianco, con su scritto ‘Questo è effettivamente un Biglietto per le Hawaii’.
Dio originale.
Certe volte mi sento come il Signor Bonaventura: quando questo succede, salgo su e prendo quel vecchio vestito (appunto) da Signor Bonaventura che misi a non so piu’ che Carnevale. E’ una specie di palandrana stronza rossa con i bottoni: mi fa davvero un coglione, ma la tentazione di esplicitare questa condizione intrinseca alla mia esistenza è troppo forte.
Si, Dio mi ha mandato un biglietto per le Hawaii, e posso andarci quando voglio: niente overbooking, niente contingenza. Che fa, voglio partire oggi? E parto. Chemenefott. Voglio partire tra 10 anni? Embè. Vale. Vale sempre.
Perchè non è neanche il biglietto, sono le Hawaii.. sono le scarpe ferme laggiu’ sotto i miei occhi, e la terra del fosso che ho scavato a mia nonna prima che la calassero giù. Sono le note di pianoforte che faccio entrare a forza nelle orecchie, sono le mie mani che tirano sassi alle cuffie sui tasti bianchi e neri. Non è il biglietto.
La scritta ce l’ho messa io, tra l’altro.
Ma non prendo per il culo nessuno, il biglietto me l’ha mandato Dio, Dio originale.
Facciamo così: Dio ci ha messo il biglietto, io ci metto la scritta e le Hawaii si mettono da sole.
Così non si scontenta nessuno.
In puro stile “teodem” (teologico-demenziale) :p
Come mai così generoso?? :s
@Ange - Chiamami pure DON MET-TEO (metaforico-teologico)
@Totì - Dici a me o a Dio? :d
A Dio, a Dio! Della tua generosità non mi sorprenderei…
ahh, proprio come piace a me: sensibile, un po’ nostalgico ed apparentemente criptico ma di fatto non tutto sensato.
BRA’