Twin Towers are collapsed.

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Quest’anno viene a me di parlarne un pò.. forse perchè sono in clima di ritorni, forse perchè stanotte mi fa impressione il pensiero.. l’anno scorso un post di Fulvia Leopardi qui su LdO mise l’accento su una giornata strana come l’11 Settembre del 2001.

Così, mi viene da ricordare la mia, e mi chiedo come è stata la vostra.

Frequentavo un Corso di Formazione Europea, e quel giorno avevo turno di riposo: così ero andato a casa del mio amico Francesco con gli altri. Niente di speciale, una partita alla Playstation, quattro chiacchiere e i racconti dell’estate appena trascorsa, con la fine della mia storia 7ennale con Patricia e la conseguente fuitina a Rimini per la disperazione improvvisa di passare il Ferragosto a casa.

Basta, siamo lì seduti sul divano a parlare e accendiamo meccanicamente la tv, che tira fuori dal cilindro le sue immagini… Lo skyline di New York appare limpido in una giornata liscia senza una nuvola.. qualcuno azzarda dietro di me (non ricordo chi): “uh..che film è?”.. in effetti non tutto sembra andar bene. C’e’ del fumo che esce da una delle due Torri Gemelle: prestiamo più attenzione e scopriamo che si tratta di un incendio. Due incendi? Tutte e due le Torri?
Ehi. E’ il TG3, quale film.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=57xJ7owJ2RU[/youtube]

Ma dico.

Lo speaker appare molto confuso, tutto il tono della discussione è così irreale..inizio a provare un grosso crampo allo stomaco, e man mano metto a fuoco: mi volto e vedo i volti dei miei amici bianchi come lenzuola… la prima cosa che dico è “e mò?”.

Mi precipito al telefono e inizio a chiamare tutti, Antonio oggi è al corso, lo avverto e lo faccio venir via da lì… “Antonio, esci e torna a casa, hanno attaccato l’America.” – Chi? Chi ha attaccato l’America?


Già. Chi ha attaccato l’America?

Alla domanda non riesco a darmi spiegazione, ma vivo tutto come se fosse una piccola parte di quello che mi avrebbe aspettato nel tempo a venire: non riuscivo a credere ai miei occhi, e d’altra parte mi aspettavo da un momento all’altro che la situazione precipitasse ulteriormente. A precipitare furono le due Torri, una dopo l’altra, sotto i nostri occhi pietrificati. Le scene e i racconti si susseguivano, il Presidente degli Stati Uniti volava da solo su cieli americani chiusi a qualsiasi altro velivolo, povere anime si lanciavano nel vuoto proprio davanti a noi. Chi. Chi ha attaccato l’America.

Chiamo mia madre, che non è alla Tv e sta tornando a casa: “Mamma, hanno attaccato l’America!”

- Hanno fatto bene. (risposte così assurde sono tipiche di mia madre: ore dopo anche lei piangeva davanti alle scene di disperazione di tutta quella povera gente. Là per là ebbe la freddezza di una risposta ideologica e incosciente, che alla distanza avrebbero dato in tanti).

“Come ‘hanno fatto bene’? Mamma, se attaccano l’America, noi siamo fottuti !”

- Chi ha attaccato l’America? -dice mia madre. Già. Chi.

Quella sera, usciti di casa dopo ore di diretta e ancora intontiti, ascoltavamo davanti al mio parco (un paio di mesi ancora e avrei cambiato casa) le notizie dal Gr1 che parlavano di una NewYork irreale, di strade deserte e di terrore. Le macerie dell’11 Settembre mi sembravano le macerie della mia stessa vita da ricostruire, dopo che i miei avevano venduto casa a Cirella (22 anni di vita) e casa lì a Giugliano (e i miei amici? saremmo rimasti in contatto?), e la mia linea dei sentimenti aveva subito un taglio netto: mi trovavo in un mondo che non mi prometteva piu’ nulla e che non conosceva il mio nè il suo domani.

A conti fatti era così. E’ ancora così. E’ sempre stato così. La vita è sempre lì sotto un cielo limpido, e sempre esposta a qualunque assurdità, sempre pronta a crollare, sempre lì lì per ripartire da zero: si trattava solo di assumere questa consapevolezza, ed io l’ho assunta proprio quel Martedì pomeriggio.

Giorni dopo, continuando a riflettere a bocce ferme, iniziai a provare delle risposte alla domanda “Chi”. Quasi per gioco, a tavola, espressi i miei dubbi ai miei, che mi guardarono come si guarda un folle: per la verità mio padre era come sempre piu’ possibilista, mentre mia madre mi liquidò con la stessa facilità del “hanno fatto bene”, dicendomi che la mia tesi era una stronzata.

I servizi segreti americani al soldo della lobby dei falchi e dei petrolieri hanno ‘lasciato che tutto ciò avvenisse per giustificare i prossimi 30 anni di presenza americana in Medioriente’. Gianluca, ma che cazzo dici?

Eppure io mi chiesi “a chi giova questo attacco?”.

E nei mesi successivi, guardando i proclami di guerra di Bush, i bombardamenti ai Talebani, continuai a pensare “a chi giova?”. E con l’Iraq, la massiccia presenza dei soldati, e il petrolio arraffato, e Saddam Hussein impiccato: “a chi giova?”.

Continuo a credere che dietro l’11 Settembre si celi un mistero assoluto che in ogni caso non fa onore alle migliaia di vite spezzate, ai cuori precipitati, alle anime inghiottite e impolverate di un giorno pieno di sole che avrebbe dovuto conoscere una sorte diversa… ai morti successivi, alle persone semplici che hanno visto piovere dal cielo la morte senza nemmeno in molti casi conoscerne la causa reale.

Tutto quello che è successo davvero l’11 Settembre oltraggia morti americani, iracheni, pachistani, afghani, cattolici e musulmani, oltraggia il genere umano, e oltraggia noi semplici viventi e testimoni del mondo.

Ogni tanto penso a un’altra dimensione, nella quale qualcuno scrive un libro raccontando queste cose: e immagino gente di quella dimensione che legge, sorride e commenta “pensa se fosse successo davvero..”.

E’ successo.

11 thoughts on “Twin Towers are collapsed.

  1. Angela scrive:

    Andavo tutte le settimane a Roma e avevo appena ricominciato, dopo le vacanze.
    Non ho fatto molti ragionamenti politici. Credo mi abbia chiamato mia madre, per verificare che sapessi.
    Sono rimasta sul divano a guardare. Affascinata dalle immagini, ma soprattutto da quella polvere, che avanzava e copriva tutto e tutti.

  2. Fausta scrive:

    Mi ha telefonato mia figlia che, lavorando con New York, aveva avuto la notizia “in tempo reale”. Il secondo aereo l’ho visto in diretta, arrivare e incastrarsi nella torre. Poi il crollo… lì per lì l’unica cosa che ho fatto è stato attaccarmi al telefono per cercare di avere notizie di mio nipote che lavorava proprio vicino al World Trade Center e a quell’ora stava sicuramente andando a lavoro o al massimo era in metropolitana. Mia cognata non sapeva come fare non conoscendo l’inglese per cui è stato compito mio…. ci sono volute cinque ore per poter avere il collegamento….
    A quel punto lo sconcerto e l’angoscia si erano attutite e ho cominciato a farmi le tue stesse domande……
    Continuo a farmele ancora….

  3. Maria Carmen scrive:

    Secondo me è stata tutta colpa di Antonio e del suo thè a castagna. :s I terroristi ancora non sanno che è quella la vera arma di distruzione di massa!!!

    P.S. Consentitemi di sdrammatizzare. La verità è che dopo quel giorno forse pochi sono riusciti a guardare il mondo ancora nello stesso modo.
    Mestamente mi aggiungo alla lista.

  4. marassi scrive:

    Io ero appena rientrato dalle ferie.
    Sono arrivato nella stanza del direttore pochi minuti prima che il secondo aereo si schiantasse e che non ci fossero più dubbi sul fatto che si trattasse di un attentato.

    Ho pensato molte cose in quei momenti. Una mi è rimasta impressa per la sua implicita assurdità.
    Ho pensato che andavano riviste tutte le sceneggiature dei film d’azione americani. Da quel momento nulla più sarebbe sembrato assurdo o esagerato.

  5. gianluca scrive:

    @iSassiDiMarassi - Pensa a chi ha dovuto farlo davvero: a Maggio 2002 usciva il primo Spiderman, e la rete pullula delle immagini relative al primo trailer, l’avrai sicuramente visto (facciamo conto che altri non l’abbiano fatto: l’uomo ragno catturava un elicottero con la proverbiale ragnatela e lo teneva sospeso proprio tra le due Twin Towers).

    Qualche mese prima, invece, in “A.I.” Spielberg mostrava languide scene di alieni che, scesi dopo migliaia di anni su una Terra ormai disabitata, trovavano New York coperta di ghiacci, con le Torri Gemelle ancora in piedi.

    A volte crediamo che le cose durino per sempre, uh.

    Prima di allora però ‘Deep Impact’, ‘Armaggeddon’ e ‘Independence Day’ avevano già mostrato scene di sfasciume totale in territorio americano…beh, ma erano solo films, giusto?

  6. Adri scrive:

    L’ho saputo scendendo dalla macchina nel parcheggio della piscina, mi è venuto incontro un conoscente e mi ha detto: sono crollate le torri gemelle di New York. La cosa che mi ricordo con rammarico è che non ho affatto colto, immediatamente, la portata della cosa… quasi che essendo così lontana non avrebbe dovuto avere effetti qui da noi…

  7. Raffaele scrive:

    sono nel mio ufficio, la TV ..è accesa, senza audio, sto lavorando.

    Squilla il telefono, mia moglie”accendi la tv, accendi la tv, a New York un aereo… in un grattacielo”

    “è un film…è un film”

    “no lo sta dicendo al TG”

    alzo il volume

    è in diretta

    in quel momento arriva il II aereo

    non sono riuscito a staccarmi dallo schermo…

    è una giornata di caldo africano

    ho il condizionatore accesso

    lo spengo

    ho freddo
    tanto freddo

  8. gianluca scrive:

    @Adri - Ognuno reagisce a suo modo…non rammaricarti.

  9. Maxtraetto scrive:

    La per la mi dissi: -Povero Iraq!
    Oggi mi dico: – Minchia!
    Vedo tutto come qualcosa che doveva essere inevitabile, qualcosa che negavamo a noi stessi perché, dopotutto, le immagini viste al telegiornale ci facevano dire: – Ma di che film stanno parlando?
    Esportiamo dappertutto il mito del guadagno pensando che sia sinonimo di progresso mentre altrove hanno altri miti che nemmeno vogliamo provare a comprendere.
    Sono cadute due torri portando nella propria polvere la vita di persone che altro non erano se non comparse di un filmato nel telegiornale come comparse sono i morti squagliati con il fosforo bianco a Falluja.
    Mi girano! Aaaah, se mi girano.

  10. gianluca scrive:

    @Max - Non per parlare sempre di Terzani, ma intanto in ‘Pelle di Leopardo’ ha vissuto tutti i momenti salienti della guerra in Vietnam, e anche lì le operazioni di demistificazione della realtà si sprecavano.

    Morti innocenti erano guerriglieri, bambini trucidati erano piccoli soldati e così via: e questo da ambo le parti.

    Dubitare non è un’eresia: è un esercizio critico indispensabile in un mondo schiacciato dal potere mediatico che ti mostra solo ciò che vuole, nel mondo che vuole.

  11. Toti scrive:

    16 anni. A casa della mia amica Giusy a tradurre versioni di Latino o Greco. Siamo in pausa. Accendiamo la tv. Cos’è successo? Mi sa che è qualcosa di grave… cavolo sono le torri gemelle. E’ New York. E non è stato un incidente…

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