
Tea aspetta i cuccioli.



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Antonio sostiene che il mestiere del Pizzaiolo sia quello piu’ indicato per chi voglia perdere peso: l’attività costante e frenetica, e l’alta temperatura del forno a legno favorirebbero secondo il mio liscio amico un maggiore dispendio energetico e calorico.
Io obietto che i pizzaioli che conosco sono tutti chiatti da fare schifo a un’otaria, ma lui prosegue imperterrito: la visione delle cose prosegue rincorrendo itinerari poco probabili, mentre ci avviamo a passare due ore fuori all’ingresso del Frankie Malone a San Martino. E’ sabato sera, trovare parcheggio da quelle parti suona come un esercizio impossibile di pianoforte, una fuga che spezza le dita: e infatti ci mettiamo un pò per trovarlo.
Non ho sentieri da seguire: Non ci sono posti in cui tornare.
Poi, stremati dall’attesa, passiamo al Beckett dove prendiamo posto all’una di notte passata. Tashika ni. La vendetta non si fa attendere ed è terribile: mentre parlo non riesco ad avere memoria di tutto quello che ho mangiato e/o bevuto, e le mie mani scivolano sulla tastiera come se pattinassero. Ho avuto il dono di accorgermi che sono libero: non devo sfuggire a nessuno, non devo attirare nessuno. Non ci sono giochi da fare. Non ho presagi da ignorare, non ho legami da rispettare.
Non ho sentieri da seguire: Non ci sono posti in cui tornare.
In certi frangenti le dita rallentano la scrittura per dare ai pensieri la possibilità di raggiungerla.
Così stasera ero tutto nel mio ombelico: è stato bello.. ho preso il mio cuore con attenzione, l’ho puntato minuziosamente nello spazio aperto e l’ho sparato fuori, apposta per mancare ogni bersaglio… ho scelto una causa persa, un momento di pausa, ho scelto di colpire a vuoto nell’aria.
Mi sento perduto. Che bella fortuna.
“La gioia di avervi, la tristezza di lasciarvi”.
Se mi scordassi in una sola volta di tutte le parole del mondo, questa frase sarebbe il mio seme da piantare per far rifiorire il vocabolario. Solo questo c’era scritto: poca carta, penna nera e luci basse.
La notte tutta intorno che faceva paura.
Non è stato il vento.
E’ bello quando un figlio parte per la guerra e ti lascia solo un biglietto? Un piccolo rumore, come di legno risucchiato, poi lo schianto della porta.
Non è stato il vento.
Che poi nemmeno lo volevano, chè non sapeva ammazzare e quelli che pensano troppo per loro sono ossa da brodo: va bene. viviamo troppo di fianco al confine ma cosa ci vuoi fare?
Allora io e sua madre sempre appesi alle finestre come a capodanno, e il cielo sempre a festa che porta via la gente, i traccianti, catabum e vuoi vedere che s’e’ portato via anche lui questo botto qua.
Poi i mesi sprangati e grigi, un occhio alle patate, il pane, poche cose.
Il rumore della radio non esiste in natura e forse spaventa un pò: si vince. si perde. si vince ancora. Non si capisce niente.
La terra è spremuta e costa parecchio credere che qualcuno abbia brama di questa virgola del mondo..niente da mangiare, preghiamo per domani.
Poi una notte.
Avevo una mano fuori dal lenzuolo, il sonno con gli anni s’e’ fatto più leggero: un fischio piu’ lungo all’intrasatto, il letto che vibra come l’acqua che ci è caduto dentro un sasso. Un grande Catabum.
Salto sul letto, mia moglie che dice ci prende ci prende ci prende ci prende…
poi lo schianto, secco come avessero frustato un punto vuoto dello spazio. Mi volto al limite di un lampo, ti vedo e godo di ogni istante che passa prima che tua madre si accorga che sei in piedi con le gavette su un fianco e una mano che stringe un guanto, fermo sullo stipite della porta.
Gioia è poterti rivedere.
Tristezza è non averti sentito tornare.
E poi basta.

Benvenuti su ‘Tropp of de Popp” (TODP). Questa rubrica si occuperà della cultura trash-neomelodica: sarà un vero e proprio studio antropologico di fenomeni culturali, raccogliendo piu’ ‘rumors’ possibili su questa modalità artistica raccapricciante che sta imperversando a tutte le latitudini.
Tanto per dimostrare che la neo-melodia non appartiene solo a Napoli, la prima ‘scheda’ di ‘TODP” vi parla di un cantante italo-svizzero:
Piero Esteriore.
Piero Esteriore
Geburtsdatum: 23.09.1977 Sternzeichen: Waage
Wohnort: Laufen BL
Lieblingsmusiker: Vic Vergeat
Bevorzugter Kleidungsstil: Elegant
Motto: «Liebt euren Nächsten wie euch selbst»
Piero è il figlio putativo di quel Cutugno che anni fa basiva la platea dell’Ariston chiedendo di lasciarlo cantare, tracciando le storie di Mamme, Figli e Spiriti Santi: di quel Cutugno che vinceva l’Eurofestival con un brano furbo e orecchiabile, e sono proprio la furbizia e l’orecchiabilità le doti che questo giovane virgulto della Neomelodia internazionale ha saputo cogliere.
Ascoltando i suoi brani, pietre miliari come “Mare”, “Salta” o “Mammamia” è possibile ritrovare gli echi di tutta l’Eccellenza del Made in Italy: è come ritrovarsi davanti la perfetta fusione di Pupo,Vasco,Ramazzotti,Drupi,Cutugno,Tiziano Ferro e Gianni Drudi che cantano all’unisono brani dall’intramontabile fil rouge: la gnocca.
Di Piero vogliamo mostrarvi due video, uno purtroppo è di cronaca. Di recente è uscito il suo nuovo album, “Io Vivo”, che è stato ahimè accolto in Svizzera da una ridda di opinioni contrastanti: in particolare il quotidiano Blick gli ha dato del mafioso e ha insinuato che l’album si potesse chiamare ‘Io Pizza’. Offensivi e ignoranti musicali… il Piero che ti fa? Si veste da Scarface, parte con la sua Mercedes nera e sfascia l’ingresso del Blick.
Fatto bene, delicato.
Una notte in guardina.
[youtube]3mLxIya-KhU[/youtube]
Il secondo reperto visivo, il celebre e succitato “Mammamia” rappresenta la prova che scagiona dalle accuse il nostro Piero: i suoi testi mai banali, le location del Video che occhieggiano a tutto ciò che di nuovo l’Italia ha saputo portare all’attenzione del mondo, il suo look alternativo ne fanno un artista davvero interessante nel panorama musicale.
Una breve descrizione del Video: svegliatosi al canto del Gallo (già vestito Dolce & Gabbana) in una catapecchia buttata in culo ad un paesino di 3, anche 4 anime, il Nostro si affaccia dal balcone sgracchiandosi i maroni. In quella, nota una gnocca che passeggia per le viuzze ripide della contrada: cosa fa un italiano vero in questi casi?
Indovinato! Fa le scale a quattro e inizia a rincorrerla.
Corre come un maratoneta (non fa in tempo ad abbottonarsi la camicia) evitando anche di essere investito da fiat 850, 500 e Bianchine (evidentemente nessuno in paese è sceso a valle dal ’61, anche se pure i cani in questo video sembrano possedere due cellulari), il mitico Piero si avventura in una mescita di 2 metri per 3 zeppa all’inverosimile: come è noto tutti gli italiani dai 12 ai 94 anni passano la vita al Bar.
Mancano solo Renzo Montagnani e la ceneriera del Punt e Mès. Impareggiabile.
[youtube]FBDZrl_SVIg[/youtube]
“Concludendo” , come il grande Mike sul Cervino diceva sorseggiando una Grappa Bocchino (si chiamava proprio così), Piero porta in alto l’immagine moderna e creativa della nostra Bella Italia, meritando un plauso speciale. L’utente pojypojy su YouTube commenta: “A lui il nobel per la letteratura, sulla scia di Dario Fo e Montale.”. Siamo d’accordo.

è una prova anche per i caratteri accentati.
[audio:brucia.mp3]
Frr. Sgiam. (sportello). Rottrrrottroott… Rooorrrr (chiave, poi motore.)
mmmmrrrrmm (velocità normale di marcia.) …. – …. (silenzio, non ho l’autoradio, se lo sono fottuto)… – … Uè Raffè! (amico).. sbrighiamoci, siamo in ritardo! (ritardo)………. (silenzio vedisopra)……. mmmmmmrrrrmmm (normali rumori di automobile su strada…) …Ptump… (…dissestata di Giugliano…)…. Oh Daniè! (secondo amico).
mmmmrrrmmm, emmmmm…. rrrooorrrrr (velocità doppia del normale)… Sono le 19.40 e siamo a Licola, dobbiamo arrivare a Fuorigrotta per le 20.00… ce la facciamo? (domanda da illuso, banale conversazione)…. rorrrrrr (velocità doppia)….. Perchè non proviamo a… (tentativo di conversazione interrotto…)… Chink! (rumore strano)…. Oh! Ma che r’è? (domanda allarmata)… Chink! Chink! Chink, Chink! (rumore strano decisamente antipatico e persistente)…
…Giallù, ma che è la spia lì? La temperatura dell’automobile? (domanda chiarificatrice)…Chink! (rumore vedisopra)… Chink, Chink! CHIUNK! (rumore ansiogeno)… CHIUNK, CLANG! (rumore che uhmaronnamia) .. Mannaggg chella.. (jastemmone carpiato con doppio avvitamento, censurato)… Chingang, Chingang! (ste macchine fatte in Cina…Cina?)… …… mmmm….. (a folle, uscendo alla disperata in stazione di servizio ‘Monteruscello’ della Q8).
Segue allegra sequela di insulti a personalità di culto e di politica.
Morale della favola?
Uscire per andare a smaltire un pò di calorie su un campo di calcetto, e ritrovarsi a spendere in un impeto di ‘Raptus Hilton’ 30 euro nell’autogrill per n.1 pacchetto di patatine, n.1 pacchetto di pringles all’aceto, n.1 pizzetta con peperone, n.1 cocacola zero, n.1 bottiglietta di minerale liscia, n.1 libro di Andrea Pellizzari dal titolo “ChatTIamo” con racconti divertenti su ragazze incontrate in chat che altrimenti non si sarebbe nemmeno osservato.
E’ proprio vero che lo sport fa bene.

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Una volta lessi su Focus che l’Universo non era formato come tutti crediamo da 4 dimensioni (lunghezza, larghezza e profondità, alla quale si aggiunge la dimensione Tempo), ma da ben 11: Undici piani diversi che si intersecano tra di loro, vivono compenetrati l’uno nell’altro senza che noialtri (quelli del piano ‘di qui’) si sappia nulla dei talaltri (quelli dei piani ‘di là’).
Non potevo credere ai miei occhi: quella rivista stava dicendo che eravamo tutti stronzi, e cosi e cosà, e che eravamo superficiali, sempre diffidenti e desiderosi solo di toccare con mano. Ero indignato per quanto avesse ragione.
Ti ceca un occhio, il mio cuore.
Eppure in qualcosa quell’articolo si sbagliava: non sono del tutto sicuro di non aver mai proprio mai visto niente provenire da altri piani. Ne parliamo quando facciamo le nostre discussioni sul caos e sull’ordine che regnerebbero sull’Universo, io credo in una certa decentralizzazione dei poteri e mi sono fatto la convinzione che ‘a livello locale’ le leggi sono diverse da quelle universali.
Prendi il mio cuore, ad esempio.
L’hai preso? A…Ahia…sì. L’hai preso.
Bene, ora che hai messo a fuoco l’argomento, posso dirti che il mio cuore è una specie di gatto incazzato bruttissimo e piuttosto antipaticissimo. Ti ceca un occhio, il mio cuore. Te li ceca tutti e due, quegli occhioni, e a me impedisce di scrivere di loro: inizio sempre a farlo, al buio della mia agendina, ma proprio quando sto per finire lui mette il naso, ed io smetto quasi subito perchè divento cieco.
Specie ultimamente, il mio cuore ha conquistato l’abilità ‘accecare’: si fa beffe del tempo quando ci vediamo, perchè acceca il trascorrere dei minuti… si fa beffe dello spazio perchè trasforma ogni Luogo in un FuoriLuogo, e mi fa sentire sempre come uno che ‘non è di qui’. Si fa beffe infine della mia lunghezza (per fortuna), della mia larghezza (e meno male) e della mia profondità (questo mi spiace.).
Di tutto ciò che insieme abbiamo trascorso mi resta soltanto la certezza che non appartiene a noi.
Cosa posso dirti, mentre mi canto da solo la ninna nanna, come uno che ha confuso ancora il proprio senso paterno col proprio senso filiale? Posso dirti che vorrei me la cantassi tu? Non lo so.
Posso dirtelo?
Davvero?

Rendiamo qui conto del viaggio che Angela ha intrapreso questa Mane, alla volta di una destinazione a sorpresa: come nella migliore tradizione degli ‘on the road’ di LdO, vi ragguaglierò in questo post, real time man mano che mi giungono gli sms di Abelarda: nei commenti potete anche chiedermi di darle qualche messaggio, così interagiamo con lei. Oggi faccio il supplente del mio stesso sito, supplisco io o napoletanamente…. Supplì!
ore 11:39 - La giornata è serena, la luna alta nel cielo: a destra le Prealpi, a sinistra, davanti e dietro.. automobili e Tir. Manco stiamo a Desenzano e già code per lavori. Niente in confronto alla veloce perfettitudine con la quale giallo spiana le strade di LdO. Ange. Ah..oggi mio onomastico.
ore 12:17 - Torino! L’autostrada che da Piacenza porta a Torino è vuota di traffico, fa molto caldo e dalla pianura intorno sale una leggera foschia. Lo spartitraffico è un prato all’inglese. Si possono organizzare picnic, oppure aprire sdraio per prendere il sole.
ore 13:02 - Non mi ero mai accorta delle decorazioni sui finestrini dei Tir. Ghirigori, cornicette, ci vedrei bene delle tendine all’uncinetto. Una domanda: Belgioioso è un castello, ma è pure un formaggino?
[ore 13:20 - Angela para la domanda di Fausta, che chiede: "ma sullo spartitraffico le sdraio con smog e traffico sono gratis?". La risposta è:"Si paga un pedaggio a Benetton e in omaggio si riceve una t-shirt versicolor. Bacione alla Fausta". Indi la Ange chiede: "Piuttosto, dove fanno una buona bagnacauda a Torino?" - ]
ore 13:47 - Asti, finestrini chiusi, basta poco per ubriacarsi circondati come siamo da Camion stracolmi di mosto selvatico. Problema: calcolate la velocità che portiamo conoscendo l’orario degli sms e i Km tra le città.
[Risposta di Gianluca ad Angela via sms: "Stai barando, c'è la variabile x rappresentata dalla sosta per la bagnacauda"]
ore 14:02 – No, quella a Torino si mangia, e stiamo a Villanova. Stiamo entrando nell’autunno: predominanza di foglie giallo-rosse: 25 gradi. Rapido telepass. Verso la tangenziale Nichelino Nord, per entrare a Torino 1 euro e 20 centesimi.
ore 14:34 - Alle spalle il rosso dei mattoni di Moncalieri, a Destra il Po, del verde e biciclette davanti lungo, Corso Unità d’Italia, poco traffico. Devono esserci molti baresi, si passa con disinvoltura coi semafori rossi.
ore 17:58 – Rabbonita dal cioccolato e dai buoni consigli con lo stereo a palla, verso lo stadio, incontro agli eventi. Baci Baci ai torinesi.
[Carlo Lucarelli indagherebbe su questa pausa di ben 3 ore e 24 minuti: fu solo cioccolato? Da cosa fu realmente rabbonita la nostra Angela? Ma questa, come direbbe lui, è un'altra storia. Riferisco il consiglio di Marassi sul Ristorante..]
ore 18:04 – Ringrazia quel bravo ragazzo. Peyrano è na favola! Di fronte, il Vittorio Emanuele incombe.
ore 18:29 - 5Km allo stadio. Semafori ogni 50mt, si vedono le Alpi: ci sarà anche lo Stadio? Message in a bottle, cantiamo.
ore 19:21 - Parcheggio 10 euro, 4 birre 17 euro: circondata dalla prov.Veneta e Lombarda, mi sento ostaggio.
[Ok per il parcheggio, ma 4 birre a 4,25 l'una ti lamenti? scusa, ma quanto le volevi pagà? Pezzentella..]
ore 19:32 - Posso ballare la pizzica. Vai Salento.
ore 19:46 – E’ Raiss che canta con il gruppo della Pizzica.
ore 20:09 - Raiss mi sta scaldando l’anima! Per fortuna un pò di napoletanità. Mi mancava. Ora mi struggo meno, lontano à te, quanta malincunia
[com'e' bellina...]
ore 20:40 - Il concerto, sugli spalti, assume toni romantici: tanti lui e lei mano nella mano. Ci sarà un incremento delle nascite!
ore 21:42 - Inizio
ore 22:05 - Per la serie ‘anche l’occhio vuole la sua parte: Sting è proprio tantricamente strafigo’
[la considero prova documentale n.1 che Angela è una babbiona. Solo una VERA Abelarda può considerare ancora strafigo quel rottame!]
ore 23:00 - Ci stiamo organizzando per un lancio di reggiseno: considerata la distanza, ci vorrebbe un missile terra-terra.