Riccardo era per le bionde: passione senza tentennamenti, rigorosa, con poche varianti, al massimo poteva essere castana chiara, o biondo-cenere ma già cominciava a dargli un pò fastidio. E comunque il problema non si pone, visto che di donne non c’e’ nemmeno l’ombra da un pò di tempo a questa parte.
Un giorno si trovò a cambiare una gomma sulla strada che porta al castello, lì a Piobbico.. mattina tranquilla, il cielo ancora con gli occhi chiusi..l’aria fresca di quando ha piovuto da poco, e l’odore di terra che dall’auto non si sente…però poi senti lo sterzo un pò duretto, lo lasci e lo vedi virare di lato, ti affacci al finestrino e vedi il copertone svogliato che ti sembra il labbro nero di un cane, allora scendi e tiri il respiro.
Che bella mattina, pensava. Cioè, dico: ho bucato una gomma però l’odore di terra..dove lo metti l’odore di terra?
Alla fine aveva quasi rallentato l’operazione per restare un pò di tempo in più sul ciglio della strada, in questa fuga imprevista dal binario letto-auto-museo civico-auto-supermarket-casa che faceva senza sosta da qualche mese: una volta fuori, se conosci la strada per rientrare non c’e’ ragione di affrettarsi. L’aria sa proprio di terra, cosa me ne frega dell’Orso gigante.
Qualche mese fa un contadino ha scoperto in una grotta da queste parti un mucchio enorme di teste e di ossa. Teste e ossa, buttate alla rinfusa…ma tante, eh. Ha pensato che fossero di mucche, ne ha parlato un pò per ridere col Parroco, ‘Don Don’ come chiamano qui Don Domenico…. il caso ha voluto che Don Don sia un naturalista e il racconto non gliel’ha mai contata giusta, una grotta piena di teste e ossa di mucca…che ci fa in montagna un cimitero di mucche. Troppo strano, ndemo a dare un’occhiata.
Non erano mica mucche, quelle lì.
Non ti dico la fatica di metterne insieme uno intero, prendendo tutti quei pezzi come si fa con le costruzioni di legno..alla fine più o meno hanno capito che lì sul Monte Nerone c’erano 40…anche 50 Orsi delle Grotte, dei bestioni enormi, gli Orsi più grandi della Terra mai scoperti.. 10 quintali, per 350mila anni padroni di queste montagne: Don Don non si spiega com’e’ possibile che tutti quegli Orsi siano andati a morire insieme in quella grotta.
Intanto al bar i vecchiazzi hanno da mangiare carne delle parti nostre, non si parlerà di Piobbico soltanto perchè qui c’e’ il “Club dei Brutti” (tanto è iscritto tutto il paese, anch’io ho la tessera..se non ce l’hai manchi di senso dell’umorismo)…. tutto il mondo sembra sempre così distante da qui.. gli scioperi dei minatori inglesi, la Tatcher, il Sudafrica pieno di neri e comandato dai bianchi con quel povero cristo di Mandela ancora a marcire in galera… tutta lontana la bruttezza del mondo per un paese di brutti. E di bello che c’e’ ?
Si. C’e’ quel coso che sono riusciti a mettere su intero, che sembra a un dinosauro per quanto è grosso..poi l’hanno portato a palazzo Brancaleone, dove lavora Riccardo: oddio, la gente si stancherà in fretta anche di questo, ma intanto il lavoro aumenta perchè c’e’ sempre qualche scolaresca che viene a sbirciare, o qualche ricercatore…e Riccardo lì a rimettere nel bagagliaio il copertone slabbrato e pieno di sassolini, la 127 ormai fa acqua da tutte le parti, da poco è uscita la Uno, grande macchina ma i soldi sono sempre tirati a fine mese e non è che uno può fare i miracoli qui.
Quando si decise a rimettere la prima e a tirar giù il freno a mano, sembrava non volesse arrivare mai fin sulla strada, ora che ci penso aveva finito le gomme di scorta e forse aveva paura di forare di nuovo: fatto sta che per un episodio banale come quello varcò la soglia di Palazzo Brancaleone con la bellezza di due ore di ritardo.
“Ee, ti ho dato per disperso” gli fece Elio, il tipo dell’osservatorio geologico che da un pò di tempo prendeva il caffè con lui e quindi si sentiva in diritto di preoccuparsi amichevolmente e dispensare battute all’insegna della colleganza e del cameratismo.
“Potevi farmi anche dichiarare morto, già che c’eri. Mai un ritardo, se non mi fermava la ruota della ’27 non toppavo nemmeno stamattina. Tu piuttosto, stà attento che ieri è venuto De Petris dall’Università di Urbino e te non c’eri. Ti ho lasciato l’appunto sulla scrivania, fagli un colpo di telefono perchè doveva parlarti con una certa urgenza”.
Fine delle trasmissioni. Botta e risposta, al lavoro le cose funzionano così, si sta lì tutto il giorno a tirare scartoffie e a inventariare ossa, vasi, pezzi di ferro….a volte capita che nel conteggio del materiale si infila anche un essere umano, e non si sa mai in che categoria metterlo: reperto, monile, ritrovamento? Cosa rappresenta Elio sulla linea spazio-temporale?
Un rompicoglioni, ecco cos’è. E intanto sono le undici, e Riccardo vorrebbe già andarsene: quattro ossa in fila che fanno la forma…”ma che cavolo ci faccio qui” pensa…le ambizioni, la voglia di fare “le cose perbene” come dicono in tv, e a 27 anni con una laurea in scienze naturali chi vuole fare le cose perbene deve andarsene dalla Calabria, la deve salutare quella povera scorticata di Teresa che studia ancora, il lavoro dove te lo danno lì devi andarlo a fare. Dinosauri sulla Sila non ne trovano. Il contadino nella grotta non ci entra proprio, le pecore ce le tiene fuori dove c’e’ l’erba..e se ci entra e trova le ossa, pensa che sono di mucca. E col Parroco di Camigliatello per parlare gli parla del Cusenza, e della C1 perchè noi la serie B sono 22 anni che non la vediamo, però montagne sono queste, e montagne sono quelle: uomini questi e uomini quelli..ci sono tante differenze, ma dove sono?
Il Padre di Riccardo lavora nella tipografia di Rosato, a Montalto. Tutte le mattine si mette nella 126 verdocchia e se ne fa 30 ad andare, 8 ore a restare, e 30 a venire…è già 4 anni che ha superato l’età della pensione, aveva il suo progetto ma l’ha dovuto abbandonare: 2 figlie femmine ce le metterebbe pure in una tipografia tutta sua, con i soldi della liquidazione almeno le partecipazioni di matrimonio le può stampare. Ma chi compone? Chi si mette nella stamperia? Aveva pensato a Riccardo, il tempo c’era e il benedetto ragazzo aveva in testa di studiare però alla fine sempre una mano avrebbe potuto dargliela per avviare..
“Fatti quello che vuoi tu, lettere, scienze e fantascienze, pigliati stu pezzo di carta e poi ci apriamo una cosa nostra” gli diceva sempre.
A Riccardo già il termine “una cosa nostra” gli dava fastidio…lui che aveva sempre cercato “cose sue”, nuove, mai fatte, da realizzare con le sue forze senza l’aiuto di nessuno, aveva diviso l’adolescenza e gli studi con viziati figli di professionisti che venivano a scuola per la gloria, visto che il lavoro ce l’avevano già “nell’attività di famiglia”. L’attività di famiglia: l’attività di tuo padre, tu che c’entri ? Uno dei posti più depressi del Mezzoggiorno, nel suo piccolo mondo non esisteva: parevano tutti ricchi, tutti benestanti, tutti a ostentare meriti che nessuno si era guadagnato con le sue braccia, e una nobiltà che non veniva da Dio nè dal sangue, ma dal lavoro di qualcun altro: tutti baronetti parassiti.
“Ma quale tipografia?? A me m’interessa la Preistoria, lo studio della…” .. sapeva che non avrebbe mai finito la frase..
“….lo studio…della capa tua che non funziona! Quella ti devi studiare, no la Preistoria! Studiati il presente, che vai meglio: comunque tu sempre qua devi venire alla fine del mese, se ti servono i soldi per ballare”.
Minaccia chiara. E’ quasi l’una e la pausa-pranzo si avvicina, difronte al Museo c’e’ la Salumeria ma tutta questa fame non c’e', “norcino e ricotta?”, Elio si tratta bene come sempre… lasciamo perdere il panino, “semmai mi vado a mangiare qualcosa quando finiamo, fino alle cinque posso resistere”. Le cose non vanno granchè bene, lontani dalla famiglia, contrari alla famiglia, contrari al lavoro e contrari pure a se stessi, via, mettiamoci pure questo, Riccardo fa di no con la testa come se qualcuno gli dicesse cose che non approva, si dondola sulla sedia e non ha nemmeno scritto un cartellino per quegli esemplari di roccia che dovevano andare nella sala 8.
Giurassico Inferiore. Duecentomilionidianni.
“Perchè ti piace tanto la Preistoria?” era una delle prime domande che gli aveva fatto Teresa, il secondo giorno dopo che si erano conosciuti..salivano su a piedi, passando davanti al Teatro Rendano per andare ai giardinetti, mica per qualcosa, solo per scambiare quattro chiacchiere, in pieno giorno.. “allora? perchè ti piace tanto? O’ Riccà, che non lo sai nemmeno tu!”…
“no, no, lo so, stavo pensando.. mi piace studiare la preistoria (e si sforzava di avere il tono più serio possibile) perchè mi affascina cercare di capire da dove veniamo, cosa c’e’ stato prima di noi…e come funziona questo pianeta, se è un cestino che stiamo svuotando, o è un pozzo che non si esaurisce mai…sai qual’e’ il primo essere vivente della Terra?”
“No..”
“E’ la Terra. Quello è il primo essere vivente: secondo me ha il suo modo di ragionare, di ascoltare e pure di parlare, e si vendica pure se le cose non vanno bene…”
Teresa lo guardava come si guarda qualcuno importante, e lui ci si sentiva un pò. Oì Riccà, per questo allora ti piace studiare la Preistoria? Aveva ragione Teresa, non lo sapeva nemmeno lui. Prima di quel giorno.
Ha tutta le carte per diventare qualcosa di più grande.
A parte che Riccardo è un intenditore (gli piacciono le bionde), mi pare di vederlo, è un bel ragazzo
@Ange - E’ bruno, un calabrese doc: barba un poco incolta, capelli lisci, molto magro. Soffre talvolta di gastrite nervosa. Non so dirti se è bello o no, ma di certo guarda le cose da una certa distanza.
Lo sguardo della gente che guarda le cose da una certa distanza ha sempre qualcosa di affascinante, non trovi?
Bella la distanza
Non confondiamoci
Riccardo è molto magro. Lo SO è bello.