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Parole
In una notte qualunque
Parole rubate al silenzio
Di quelle che hanno le ali e ti volano
dentro…
E ti risvegliano..Parole
Dimenticate in un bar, in un letto
Di un albergo a ore
O inutilmente gridate quando ormai non
c’è più nessuno..
Graffiate su un muro
Parole per te.Quanta libertà, quanta musica
Spaccavamo il mondo e sognavamo
ancora…
Ancora
Cosa ha spento mai quella rabbia in noi
Quella voglia di gridare ora dov’è
Dov’è…Parole
Come panni stesi su un davanzale ad
asciugare al sole
O in una macchina ferma, parcheggiata nel
buio…
Odore di fumo…
Odore di fumo.
Ti ho raccontato un sacco di bugie, ogni tanto vale la pena di guardarsi in faccia e raccontarsi l’aria che c’è, guardarsi negli occhi cercando solo quelli senza entrare e senza uscire…
Con chi ce l’avevo davvero quando ti dicevo che non ti sopportavo, che mi stavi stretta, che avere a che fare con te portava soltanto guai? Era un ruolo che recitavo bene, fin quasi a crederci, tutte le volte in cui mi sfidavi con la tua muta serenità, e mi circondavi della tua presenza.
Sembravi ovunque, poi in nessun luogo.
Te ne ho dette tante, davvero.
Come quella volta che la feci lunga sul fatto che mi avevi un pò stancato, che mi sembravi sempre la stessa, che non mi avresti mai restituito l’amore che provavo per te: che eri un’ingrata, e quante ancora… mi rivedo in quelle scene, silenziosamente passo in rassegna immagini senza termine, io che urlo, io che mi agito, io che sto male, e che sto male con te.
Perchè mi è mancato il fiato, perchè da te mi sentivo aggredito, perchè improvvisamente una notte di Aprile ho scoperto che non ti comprendevo più, che non mi facevi più compagnia per la strada. E’ stato allora.
Come si fa, dico, a stare male… con te?
Quante balle ti ho raccontato, vita mia… ti ho parlato di inversioni, di riscosse, di precessioni.
Quante volte hai finto di credermi, di assecondarmi…alla fine da te volevo solo un pò di gioia: ora che me ne dai, mi sento in colpa a non dirti che sono sempre stato un gran piagnone, di gioia o di dolore, un pescione preso con la botta, una sartina di stramacchio.
Non farci troppo caso quando prenderò a calci quelle lattine sempre a portata di piede, prova a voltarti ogni tanto dall’altra parte, allontana il tuo sguardo dal mio mentre mi tieni la mano, perchè la sento tanto, se mi rallento il cuore sento tutte le sue linee premute contro il mio palmo.
Io con te ci sto sempre bene.
Tutto il resto è carattere, è fessaria e’ cafè.