
…Alberghi, Associazioni Politiche, Ristoranti, Aziende Informatiche, Licei Scientifici, Ditte di Serramenti, Pizzetterie?
Sono tutti miei clienti: e si sono dati tutti appuntamento questa settimana per farmi le terga a guisa e foggia del copricapo di un alto prelato (per la traduzione napoletana rivolgersi a Marassi, magari passa di qui per un commento alla frase).
Dopo 7 giorni così impegnativi, 3 ore di sonno per notte (delle quali una dedicata a finire il saggio sugli incas che ho iniziato millemila anni fa. Ritmo? Una, due…anche mezza pagina alla volta), correzioni di ogni sorta in qualsivoglia momento della giornata (e tutti che dicono “ma trovarti a telefono è impossibiiileee…”…eh. Chiamatemi di meno, allora. Così non rischiate di trovarlo occupato.), appuntamenti/colloqui/salamelecchi a destra e a sinestra…
Sono giunto ad una conclusione di natura epistolare:
Cari Clienti,
Il mio lavoro è di realizzare suggestioni, ma grazie a voi ho visto i mostri!!!
Pizzetterie???
e serramenti 
Mò hai finito o stai ancora schizzinoso?
ti sei dimenticato del teatro ehehehehh
@Ange - Ancora schizzinoso
)
@Lore - Beh, perchè quello non mi ha dato fastidio
Dicesi: “a cappiello ‘e prevete”.
Ecco, fuori (e dentro) di metafora.
Sì ma “a cappiello ‘e prevete” non fa riferimento a un alto prelato, pur restando la dizione più diffusa.
Più aderenti (e dolorose) le varianti “a cappiello ‘e cardinale” e “a cappiello ‘e monsignore”.
Ci sono poi una serie di simpatiche variazioni sul tema.
Senza porre limiti alla provvidenza, giacché dove c’è gusto non c’è perdenza.
1) ‘nu culo a tarallo
2) ‘nu culo a fuculare (grande quanto un focolare)
3) ‘nu culo ‘e monaca
4) ‘nu culo a cacatronola
Ma la mia preferita resta comunque ” ‘nu culo tanto” accompagnato dal gesto che definisce a piacere e con accuratezza millimetrica la dimensione desiderata.
Meglio essere precisi
@Marassi - Attendevo un tuo autorevole intervento: mi delizia il tuo ricorso al ‘cambio manuale’, con la scelta personalizzata delle dimensioni che via via il deretano può assumere in relazione alle insidie del lavoro.
Con dolore però rilevo la completa assenza del riferimento topografico a quel capolavoro dell’architettura che è PORTA CAPUANA, sempre citata a proposito delle immani fatiche dei partenopei.
Dicitura completa:
5) ‘nu culo quanto è Porta Capuana
Non vorrei che scambiassi l’omissione in oggetto per trascuratezza o sciatteria.
In realtà una ragione c’è.
Ho riportato i modi di uso più frequente per indicare la condizione transitiva dell’atto.
Quindi “te faccio ‘nu culo…” oppure “m’hanno fatto ‘nu culo…”
Porta Capuana viene utilizzata in funzione intransitiva.
“Tene ‘nu culo comm’a Porta Capuana”.
I napoletani non direbbero mai “te faccio ‘nu culo comm’a Porta Capuana”.
Anche nei momenti di maggiore aggressività non perdono mai il metro delle proprie reali possibilità.
@Marassi - Precisazione chiarificatrice che mi lascia soddisfatto e giulivo per un altro particolare: l’erudizione del Maestro permette un altro piccolo salto di qualità a LdO. In tutto il mondo fino ad oggi un solo sito conteneva la parola ‘cacatronola’.
Da domani saremo il secondo.
Ordunque festeggerei postando qui la traduzione in italiano del modo d’uso numero 4): a voi l’onore!
[...] Su LdO sono stati pubblicati da Gianluca due post. In uno si vedeva il nostro svelare (come la Salomè) i segreti della cena maghrebina. Nell’altro, lo vediamo ancora, aggirarsi schizzinoso, tra le partenopi terga. [...]
Cacatronola – ovvero colei che scorreggiando abitualmente emette rumori equivalenti a quelli di un tuono.