Difetti Speciali

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E’ un pò di tempo che qualcosa di me ha deciso di far pace con la pioggia.

Se ne vede così poca in giro ultimamente, e c’e’ bisogno di così tanta acqua per lavare via lo schifo dalle strade o la polvere dalla mia macchina, o i miei capelli sbagliati e asciutti, che quando viene giù mi prende la voglia di aprire la porta e andarle incontro.

Quando ero proprio piccolo piccolo la pioggia per me significava coperta: i primi ricordi della pioggia sono legati alle elementari.. a volte il piccolo Bus che veniva a prendere i bambini per portarli alla Scuola dietro la Chiesa di Capodimonte si trovava sotto la bufera, e mi piaceva guardare dai vetri tutta quell’acqua.. la discesa del bosco si faceva un lago d’acqua grigia. Le auto frenavano la corsa e iniziavano a passeggiare.

Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c’è un momento, un punto, in cui anch’egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia.

Ero senza orologio, ma saggiavo il ritardo, e la sorpresa, e i piccoli cambiamenti: tutto al riparo del mio piumino d’oca azzurro e di un sedile grande nel quale affondavo con la cartella grigia di Paperino e il paniere di vimini. Prosciutto Cotto, Banana, Galbi a frutta. Gavetta con un poco di pasta e piselli tutta schiacciata. Insopprimibile.

E le giornate con la febbre o col freddo? Ne vogliamo parlare? Il tempo passato a viaggiare sotto le coperte, a giocare con la radio grande che non funzionava, o con qualche giocattolo vecchio di Giuliano che la zia mi regalava.. ero capace di fare un Safari da un capo all’altro del letto grande, e quel piccolo cielo di lana era un abbraccio che mi teneva al caldo. Oscar per gli Effetti Speciali.

Poi l’acqua presa sul motorino, gli scivoloni della diffidenza, l’acqua e il freddo preso anche nel cuore di qualche dolore improvviso, e mi rivedo camminare sotto un’altra pioggia che mi punge, che fa le prove per bucherellarmi: qualche giorno così e ho preso davvero a perdere da qualche parte dell’anima. Oscar per i Difetti Speciali.

Oggi non mi ha fatto male tirarmi addosso queste bottigliate… avevo portato con me un piccolo ombrello verde, ma era rotto e non me n’ero accorto: ho preso a camminare con la borsa del portatile provando a tenere in piedi un pezzo di riparo per me e per lei, poi soltanto per lei: così la scena mi ha fatto sorridere, ho portato a spasso una borsa sotto ad un ombrello rotto.

Nella vita tutto è mistero.

Magritte ha capito tutto, per la Madonna: come lo chiamavano? il tranquillo “sabotèur”, che non ha mai dipinto la realtà, ma il suo mistero. Da dove veniva tutta l’acqua di oggi, Renè?

Io m’aggio fatto come nu purpetiello, Renè.

E scusa se oggi ti rompo il cazzo a te Renè, ma secondo te cosa è successo negli otto anni del mondo in cui non c’eravamo nè io nè tu? Io non lo so, ma mi faccio un’idea che secondo me ti trova d’accordo: sempre mistero, mistero, mistero.

Oggi gli sorrido a stò mistero, e penso all’estate e ai posti della mia minuscola infinità, e mi prende una bella stanchezza appena m’asciugo dalla doccia calda, e poi penso all’amore mio e mi sento davvero uno straniero in paradiso: è uscito il sole alle dieci di sera, e l’ombrello è diventato un ombrellone.

Se notate doppi sensi non ci posso fare niente.

2 thoughts on “Difetti Speciali

  1. Fausta scrive:

    Per me la pioggia è stata sempre un richiamo, mi piace sentirla addosso, mi piace sentire il suo suono, mi piace sentire il profumo che manda l’asfalto caldo in estate quando cadono i primi goccioloni….
    Ora mi tocca farne a meno… le ossa reclamano… e porto con me un ombrello…. magari sano!!!
    L’effetto “coperta” è incredibile: se ai miei nipotini dò una coperta posso essere tranquilla che giocheranno contenti tutto il pomeriggio e quella coperta diventerà magicamente tutti i luoghi del mondo!!

  2. Luci scrive:

    @Jo, Non sentirti straniero quando sei il padrone di casa…Lo sai che al doppio senso mi ci hai fatto pensare tu? Altrimenti l’idea non mi avrebbe nemmeno sfiorato! :mrgreen:

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