
Quanti angeli conosci, minatore?
Hai la faccia lercia di carbone, gli occhi piantati in mezzo alla notte di tutti i giorni e le mani pelate dalle pietre vive: hai fatto un buco nella terra, sei ambasciatore di una folla di vermi, campi nel posto che appartiene ai morti.
Sarebbe buffo se i morti li sparassero in cielo con una cannonata.
Io non ho mai visto volare angeli per il cielo, tutti dicono che stanno lì: ma se così fosse, la loro esistenza non avrebbe senso. Io la gente l’ho vista sempre piantata nel terreno quando ha finito di tribolare. Si fa un buco nella terra, proprio come fai tu, e si mette dentro una cassetta di legno con un tizio morto dentro. Punto.
A volte non c’e’ modo nemmeno di metterci la cassettina, e così si copre il tizio di terra e basta.
Sarebbe buffo se i morti li sparassero in cielo con una cannonata.
Anche perchè ricadrebbero comunque al suolo.
Insomma, i morti finiscono sotto terra, non in cielo: è sotto terra che vivono gli angeli, secondo me, eppure la gente è convinta che ci sia l’inferno. Sono certo che tu sei d’accordo con loro, ma ti convincerò del contrario: non è il diavolo a farti sudare così tanto, ma il dovere che ti piega verso la tua funzione, che è quella di viaggiare per noi tutti. Sei un astronauta alla rovescia, meriti la stessa gloria di Armstrong: eppure ti vedo tutto sudato mentre reggi questa lanterna e mi guardi con l’aria poco convinta.
La gabbietta con l’uccellino è il clichè dei minatori, ma non mi aspettavo che ci fosse veramente. C’e’ sempre qualcuno che si sacrifica per noi: quando l’uccellino stramazza nella sua prigione è perchè c’e’ il Grisù, il gas merdoso che viene su dalle viscere della Terra.
Il soffio velenoso sembra dire allora ‘Come ti permetti di venire giù da vivo nella terra dei morti? Tu cavi il carbone dalle grotte, e io ti cavo il respiro dai polmoni’. A volte passa silenzioso e si porta via te e tutti quelli come te: altre volte è più crudele, aspetta che tu faccia un piccolo errore come tentare di accendere un cerino, ed esplode, spara anche te da un cannone ma al contrario. Quando questo succede dimmi quanti angeli conosci per venirti a salvare, minatore.
Sei a casa loro eppure non c’e’ ospitalità, nessuno di loro si scomoda per te: specie per questioni di respiro.
Neanche noi possiamo più salvarti, nessuna deroga per il nostro grande eroe.
Il respiro diventa proprietà privata.
Una questione personale tra te e il centro della Terra.
Mi hai commosso, Gianluca….
@Fausta - Anche io piangevo mentre scrivevo…
mi ha commosso, è bellissima davvero…
@Carmen – Grazie cara, ti mando un bacio