Mio cugino dice che chi studia lingue sviluppa una parte del cervello che tutti gli altri non hanno: mi chiedo se questa cosa valga anche per chi cerca di imparare a parlare con il proprio cuore, ad ascoltare l’idioma che la paura, la sensibilità, la ricerca dell’esistenza ti mettono davanti.
Forse sto sviluppando anche io questa componente: non so se è una cosa buona o no, ma suppongo di sì. E’ tutta roba in più, uh?
Ad ogni modo, è singolare il fatto che io stia scrivendo solo di miei ricordi o di idee che a malapena fanno il giro della mia testa: possibile che non riesca a trarre più ispirazione dalle cose che mi circondano?
Forse non ho gli occhi allenati.
Liquidamente aspetto.
Non sarà che quello che c’è fuori non riesce più a dare emozioni?
Fausta