Il gusto di un saluto

A volte vedo la vita come un fiume di eventi senza collegamento apparente: quando succede, mi risolvo prima o poi a pensare che il collegamento è la vita stessa.

Qualcuno ha detto che la tragedia ritorna talvolta in forma di farsa: è ciò che succede quando mi capita di vedere la vita secondo l’altra modalità, cioè come una serie di scatoli pieni di cose che in qualche modo, quando si riempiono, si mettono da parte per prenderne di nuovi.

Oggi come mi sarò sentito?

Forse più come nella storia della scatola, ma una scatola enorme dentro un’altra, che quando si riempie tracima fuori e invade quella che la circonda. Poco chiaro: io ci sono abituato.

Così un saluto non ha più lo stesso gusto che aveva per me in passato, respiro un tempo ciclico e forse ho imparato a convivere con tutti i miei fantasmi d’affetto: non cerco più di tornare da loro, so che mi trovo in una costellazione speciale e potrò rivederli ad ogni…

…come la chiamano…?

Congiunzione astrale.

2 thoughts on “Il gusto di un saluto

  1. Fausta scrive:

    Anche questa una congiunzione astrale? Ma ti vengo a trovare per lasciarti un saluto…
    Appassionata come sono del cielo, osservo spesso le stelle e mi incanto all’osservazione dlle nebulose: che meraviglia quando le stelle si incontrano e generano nubi di gas e lampi di luce di mille colori che si allargano in uno spazio che io vedo piccolo nel rettangolo del video, ma che in realtà è infinito….
    Ecco, così penso i “fantasmi d’affetto” di cui parli. Il tempo è ciclico ma nello stesso tempo si muove verso spazi sempre più grandi…
    Un abbraccio
    Fausta

  2. gianluca scrive:

    @Fausta – E’ vero. Da un pò di tempo rifletto sull’espansione e la contrazione dell’Universo: quando lo faccio mi premo ben bene le tempie con la mano, poi chiudo gli occhi come quando da piccolo in spiaggia prendevo il sole.

    Assisto a tante ‘palummelle’ che si formano ad occhi chiusi, come tanti piccoli lampi colorati…

    E penso, in fin dei conti: tutti i pianeti di questo universo girano in tondo, viaggiano, si scontrano, si mancano esattamente come i granelli di zucchero nell’acqua, vorticati da un cucchiaino.

    Nè più, nè meno.

    Un bacio.

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