Appena sveglio

Le storie ti passano accanto tutti i giorni, come i passeggeri della metropolitana: potresti mai salutarli tutti, conosciuti ed estranei, somiglianti o no a qualcuno che ami, che odi, che consideri?

Eppure se di tanti ce ne fosse uno solo in quella galleria che porta da una stazione Cavour ad un’altra, io lo saluterei, mi sembrerebbe proprio brutto non dargli un buongiorno.

Due persone lasciate da sole si salutano, si parlano, diventano amiche: non può esserci conclusione diversa.

Da qualche parte c’e’ scritto che insieme combinano un casino e vengono mandate a fare in culo, ma rientra nel rapporto uomo-donna che è un pò più complesso, e poi c’erano di mezzo Dio, l’agricoltura biologica e i rettili.

Il cielo appena sveglio di Faustina è il mio stesso cielo, prima che torni qualche pioggia: la mia giornata è sempre un libro bianco che prima o poi viene scritto, sovrascritto e contagiato da mani diverse dalle mie, come desidero, come non desidero.

Nei suoi primi istanti, il cielo appena sveglio mi ricorda tutto ciò di cui ho bisogno: se non avessi uno specchio in bagno, mi farei la barba guardando in su.

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