Ok, sono stato dal barbiere e mi è venuto il solito ‘mal di testa da taglio’: un dolore sordo e intermittente che forse è solo la troppa esuberanza che la mia nuca sfoga dopo essere rimasta per due mesi sotto una coltre di capelli. Vi racconto l’effetto che mi fa uscire alle otto di sera e scoprire che il sole non è ancora andato via? No,dai.
Ho voglia di stare in mutande nell’auto a farmi abbracciare dalla primavera come un bimbo stupido, felice, invulnerabile: apro il telefono, ti chiamo e non so di che parlare, sono contento e agitato.
Guardami: scommetto la mia vita ed il mio cuore che riuscirò a dire a me stesso la parola “forse” fino al giorno prima di impazzire, pur di non credere che la felicità rischia di stamparsi sulla mia faccia come una pallonata. Poi mi guardi davvero, ed io mi inseguo da solo e mi metto paura, poi mi fai sentire come l’unica persona sulla Terra che mi fa ridere, e come può essere? Sto coi capelli corti, il mal di testa e gli Alleluia, e credo in te, e mi spiace per te, e temo per te, e gioisco per te, mille e mille volte.
Dovresti saperlo, oramai.