C’era una volta un uomo che lavorava alle Poste, e il suo compito era quello di provare a recapitare tutte le lettere che avevano un destinatario illeggibile.
Un giorno si trovò per le mani una lettera il cui mittente aveva una calligrafia strana e tremolante, e che non aveva alcun destinatario. Decise di leggerla per cercare di capire se si rivolgesse a qualcuno in particolare.
La lettera diceva:
“Caro Dio,
sono una vedova di 83 anni che vive da sola con una pensione molto piccola. Ieri qualcuno mi ha rubato il borsellino: c’erano dentro 100 euro, tutti i soldi che mi erano rimasti e che dovevo farmi bastare fino al prossimo mese.
Domenica prossima sarà Natale, ed ho invitato a casa due mie care amiche per cena: senza quei soldi, non potrò comprare del cibo e non avrò da mangiare. Non ho famiglie dove andare, i miei figli e i miei nipoti abitano all’estero ormai da tanti anni, e così mi sono rivolta a te.
Puoi aiutarmi, per favore? Sei la mia sola speranza.
Ti ringrazio di cuore, tua Nicoletta.”
Il postino fu molto colpito, e mostrò quella piccola lettera a tutti gli altri colleghi dell’ufficio postale. Tutti loro (qualcuno tra le lacrime) pescarono nel loro portafoglio e tirarono fuori qualche euro. L’ufficio postale era piccolo e nessuno di loro se la passava bene, ma riuscirono ugualmente a raccogliere 96€, che misero in una piccola busta anonima e spedirono alla donna.
Per tutta la settimana lì alle Poste tutti pensarono alla povera Nicoletta e alla cena di Natale che si approssimava.
Passò Natale, e dopo qualche giorno in Ufficio arrivò una nuova lettera della donna, nuovamente senza destinatario. Tutti i postini, in apprensione, decisero di aprirla e di leggerne il contenuto.
C’era scritto:
“Caro Dio,
potrò mai ringraziarti abbastanza per tutto ciò che hai fatto? Il tuo regalo d’amore ha toccato la mia anima, e piango lacrime di gioia mentre ti scrivo: grazie a te ho potuto cucinare una buona cena per le mie amiche e ho passato una meravigliosa giornata di Natale parlando di te e allontanandomi per un pò dalle tristezze quotidiane. Non mi hai solo ridato il denaro che mi hanno rubato, ma anche il sorriso e la speranza nel domani.
Ad ogni modo, sai che mancavano 4€?
Penso siano stati i soliti bastardi dell’Ufficio Postale: quei ladruncoli non fanno altro che aprire la posta degli altri invece di lavorare.
Ti abbraccio,
tua Nicoletta.“