ytaudio(tEKTmPoKzfQ)
La vita passa sempre sui binari senza guardare a destra e a manca per vedere se passa un treno, e così quello passa e ci porta via. Oggi sono stato preso in pieno e trascinato per decine di metri, il conducente è orbo o ha riflessi inferiori alle attese, e prima di frenare è passato un quinto di eternità.
Disagevole.
Dal tuo lato della stazione si vedono cose che avevo dimenticato, nello spiraglio dell’uscita che scorgo da lontano c’è più spazio tra le case e le persone hanno fretta di mettere a segno un punto. C’è la stradina che declina giù verso il mare e passa anche sotto casa mia, si avvolge intorno al resto delle cose come una sciarpa leggera che stai per togliere perchè arriva la primavera.
E dal mio? Gente che va di fretta come se fosse già finito tutto il tempo del mondo, come se lavorare, correre, giocare a separarsi dalle cose fosse qualcosa di davvero importante e non il riflesso di una grande illusione che attraversiamo tutti quanti, spesso senza riuscire a svegliarci come da un’apnea notturna.
Alla fine della corsa, quando la mia carcassa ha lasciato la sua bella scia, solito capannello di curiosi e fotografie di rito. Treni fermi per un paio di mezz’ore, cronache locali e un solo mazzo di fiori: erano uguali a quelli che ho adesso nel vaso sul mio comodino.
Nell’amore si vivono molte vite, e mai si muore.
E che devo dire? Che presto lo ruberò per portarlo altrove? Non potrebbe essere altrimenti. Fratè, hai sbagliato lavoro, tu dovevi fare il regista dei pensieri altrui!