Quando l’intero mondo sembra solo una palla di cartone io mi trasformo in un soffio di inchiostro, in una lacrima nera di felicità che corre tra le pieghe del traffico. Non ho voglia di dormire, non ho voglia di aspettare Natale: non mi interessa se da questa parte del pianeta le luci sono spente e c’è da far silenzio, io non rispetto le regole condominiali di questa comunità.
Io vivo e sono un muro per il vento, un tetto per la pioggia, un cibo per la fame, un sorriso per le labbra, e tutto ciò che il mio cuore può desiderare: mi abbraccio questa penna e penso che a sognare vien la voglia. E’ una benedizione antica che mi porto dentro, un Herpes latente nel mio corpo che viene fuori quando vengo a contatto con l’ispirazione.
Un’allergia della mia pigrizia alla vita. Una reazione alla felicità. Da qualche giorno lascio fare a lei: sta distruggendo tutto quello che vede intorno. Cosa saprà costruire di nuovo?
Non so perchè, ma sono d’accordo con te…sulla tabula rasa, s’intende! Per il resto, mi piace tanto litigare, non vi rinuncerò facilmente!