Cammino libero nella mia notte che non ha bisogno di chiedermi nulla. Non c’è niente di più chiaro che questa stanza buia: conosco ogni passo, ogni ostacolo e ogni passaggio come se li avessi scritti nel mio sangue, e se tu potessi vedere tutto quello che mi scivola addosso penseresti che qui dentro c’è la luce del sole.
Sto soltanto pettinando la giornata per renderla più lunga. La liscio in giro con qualche buon amico che va dicendo ancora bene di questi tempi: ho una borsa per raccogliere tutte le parole d’amore che si scrostano dal cielo e colpiscono la gente che cammina innocente per strada. Si può essere colpiti all’improvviso da un pensiero, non vederlo arrivare significa andare all’impatto come cadendo dal decimillesimo piano: inutile provare a ripararsi con una birra, meglio tornare di corsa a casa.
Fuori dalla mia porta, l’anima e il cuore m’aspettavano in piedi perchè avevano perso le chiavi.
Zitta, zitta: senti come cantano, sbagliando tutte le frasi, andando fuori tono, saltando i passaggi: da quale radio hanno registrato questa felicità? Dovrò metterle a dormire a costo di prenderle a botte, la baldoria lascia sempre danni ed io ho bisogno di tranquillità, perchè un giorno arrivai a dimenticare quanto era facile respirare.
Però, bello così: dopo tutto, anche questo.