In fondo al letto

Il cielo perde acqua da tutte le parti, e le giornate sembrano tante notti lasciate a caso sul marciapiedi: cerco la luce come se l’avessi dentro casa, sotto il divano, e a volte mi sembra perfino di vederla ma è un riflesso dei ricordi.

Questo inverno è scontroso ma mantiene le sue promesse, ed io cerco di fare come lui con tempo e pazienza, e con un pò di dolore ma non so da dove viene. A volte penso alle tue mani, che ho visto così poco in giro, le immagino nella notte che si muovono piano ogni tanto sul cuscino, mentre galleggi tra i tuoi sogni confusionari.

Un sughero bagnato in cima all’onda perfetta.

Nello stesso istante le mie cercano di tirare giù il tempo alle quattro del mattino, e  il peso del corpo, e la testa…tutto sotto le coperte, per scoprire che in fondo al letto c’è una strada magica che non avevo ancora preso, una somiglianza inattesa, un abbraccio che pareva un graffio, un sorriso che pareva finto, una persona dolce e profonda che pareva la prima della classe. E’ che da troppi anni in fondo al letto ci finiscono soltanto i miei piedi, te l’ho detto l’altro giorno tra una cosa e l’altra e forse nemmeno ho saputo dirtelo.

Qua la mano, e se non c’è cometa navighiamo sulla scorta del vento.