ytaudio(vPNvx88y4TE)
Vado per il mondo in un eterno giorno del ringraziamento ma non so chi ringraziare, mi guardo le mani graffiate dai mobili e le vedo cercare nell’aria del pomeriggio, parlare attraverso piccoli sussulti: sono davvero solo, sto reggendo un peso più grande di me.
Perchè la vita scorre sempre dall’altro lato della porta? Poggio l’orecchio in silenzio perchè non si accorga che sto origliando, e sento passare i giorni rumorosi di una primavera a serramanico che va e viene, paesi in guerra e testimoni scomodi, gente che muore, si perde, ritorna: e io di qua a figurarmi le tracce di nazioni nuove, la forma del mio cuore che rotola via, gli occhi di quando ho avuto 7 anni, le carezze di mia madre..
…tutto ha preso l’aria di un bluff.
La mia lista della spesa galleggia sul fondo dell’oceano, e molti miei pensieri sono repliche già viste. Potrei doppiarmi da solo, stingere i fotogrammi e cambiare nome, finire in un cortile a mettere in fila sassi, lavare le bietole, continuare a piangere fino al ventuno di giugno, e dopo l’Estate asciugarmi gli occhi, puntare il dito alla prima stella della prima sera, desiderare di essere nato lì, di essere vissuto lì, di piegarmi come un origami, diventare un cigno di carta e volare lì.
Desiderare di tornare lì.
Desiderarlo, con tutte le mie forze.
…non roviniamo tutto con le parole.