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Liberati dalla seta tesa e dai rimpianti, i miei polsi cadranno lentamente sui fianchi mentre il mio corpo girerà sull’asse e farà un sorriso alla volta del cielo: a ritroso, dalla terra all’orizzonte, per perdere i riferimenti al punto che perfino i miei pensieri non sapranno cosa urtare.
Lascerò ai paesi blu lungo la notte una porta per entrare nei miei occhi e alla tristezza un sacco pieno di parole inutili da portare via, pieno di amori visti morire senza una possibilità: piccole luci alle finestre che filano via tanto veloci da non lasciarti fiato, e se verrai con me al volo di quest’aria del finestrino io ti mostrerò come si vive senza respirare, parando i colpi prima di combattere, saltando ostacoli da fermi come se il destino fosse un filo di stagno senza estremità.
In un’altra vita ero un Mago incapace, e ho portato con me in questa una cassa di trucchi che non riescono più, perchè ho dimenticato l’uso delle mani e delle mie illusioni. Oggi sono l’estremo viaggiatore che si chiede ogni tanto come si chiama una canzone, che ascolta e ripete parole d’amore, e dà il tuo nome a tutte le persone che si trovano nel mondo.
So che a quest’ora dormi perchè poggio l’orecchio ai tuoi sogni e li sento respirare più lentamente: un tempo avrai realizzato la metà di loro, ed io avrò la toppa e tu la chiave, e gireremo in senso orario tutte le cose difficili da fare per trovare un senso e raccontarlo a chi non ha ancora imparato a capirlo e a camminare.
Un giorno notti come questa saranno ciliegie del campo da fare a metà.
Un giorno nemmeno esisterà, la notte.
Bello e malinconico scarabocchio, mi fa venire in mente una immagine da film muto, dove l’attore, con il mento sul petto e le mani incrociate dietro la schiena, gira i tacchi e se ne va per cominciar qualcos’altro.
Un abbraccio
La tua immagine è un regalo molto bello, che terrò per me. E in ogni caso il tuo “per cominciar qualcos’altro” è vero, maledettamente vero, e sei riuscito a coglierlo con la tua sensibilità. Grazie! Un abbraccione.